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title: "Fellini &#8216;la dolce vita&#8217; e l&#8217;alter ego Mastroianni"
description: "\"La dolce vita\" racconta la storia di una persona smarrita, disperata e confusa. Marcello Mastroianni, l'alter ego di Federico Fellini. "
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date: 2022-01-18
author: Lorenzo Catania
url: https://laragione.eu/life/cultura/fellini-la-dolce-vita-e-lalter-ego-mastroianni/
categories: [Cultura]
tags: [film, Italia, spettacoli]
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# Fellini &#8216;la dolce vita&#8217; e l&#8217;alter ego Mastroianni

![Fellini &#8216;la dolce vita&#8217; e l&#8217;alter ego Mastroianni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Mastroianni.png)

"La dolce vita" racconta la storia di una persona smarrita, disperata e confusa. Marcello Mastroianni, l'alter ego di Federico Fellini.

Dopo avere diretto alcuni film importanti e premiati – come “I vitelloni”, “La strada” e “Le notti di Cabiria” – **Federico Fellini è sollecitato dal suo narcisismo a inventarsi un *alter ego***** che si materializza nella persona di Marcello Mastroianni**. All’attore, abitualmente utilizzato dai registi per interpretare figure di giovani seducenti e gentili quanto ingenui, Fellini affida il ruolo del giornalista romagnolo malinconico e mondano che nel film “La dolce vita” nutre ambizioni letterarie e si muove a disagio nel caos rumoroso e trasgressivo del sottomondo della città di Roma, sospesa tra arcaismo e modernità, dove gli uomini, ormai sottomessi alla logica di una società ridotta a consumo di merci, organizzano feste squallide e volgari per ostentare un benessere che non riesce a coprire le ingiustizie e le diseguaglianze che si celano dietro il contraddittorio ‘miracolo economico’.

Moraldo Rossi, sceneggiatore, regista, documentarista ma anche amico di Fellini, che frequenta dal 1951 al 1959 – seguendo in particolare la lavorazione dei film che precedono la realizzazione de “La dolce vita” – ha scritto che «a Federico Mastroianni piaceva come piacciono le vetture sportive, l’unico pezzo che non gradiva erano le mani corte da burino e un dito giallo di nicotina». La sua testimonianza trova un riscontro nelle parole di Fellini che – intervistato da Giorgio Bocca pochi giorni dopo i fischi e le polemiche alla prima milanese de “La dolce vita”, la sera del 5 febbraio 1960 – afferma: « è un film di una persona smarrita, disperata, confusa. **È un’autobiografia. Marcello mi rappresenta dalla testa ai piedi». Dichiarazione di amicizia e stima ricambiata con affetto dall’attore di Fontana Liri, che anche in seguito continuerà a incarnarsi perfettamente nella personalità complessa del maestro di Rimini, che nei suoi film ha sentito in maniera costante** – un po’ come il conterraneo Giovanni Pascoli – il bisogno di estraniarsi dal mondo che lo circondava, per parlare a sé stesso più che agli altri delle fantasie allucinatorie e delle ossessioni che lo rendevano insicuro e disarmato come un *puer aeternus*. Ammetterà Mastroianni: **«Fellini mi somiglia molto e io gli voglio bene per questo, perché ha i miei stessi difetti, compresa la facilità di dire bugie, che è una manifestazione di fragilità: si promette perché non si ha il coraggio di dire di no, di disilludere gli altri sulle immagini che hanno di te»**.

di *Lorenzo Catania*
