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title: Gli scampi del Carnaro e la resa di Fiume
description: "\"Il Natale di sangue\" è l'opera di Gabriele D'Annunzio che ricorda la presa di Fiume a cui lui stesso partecipò e che qui vogliamo ricordare. La lettera che scrisse a Mussolini, quando era ancora giornalista, e il paradosso che consegnò l'Italia al fascismo."
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date: 2021-12-24
author: Aldo Smilzo
url: https://laragione.eu/life/cultura/gli-scampi-del-carnaro-e-la-resa-di-fiume/
categories: [Cultura]
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# Gli scampi del Carnaro e la resa di Fiume

![Gli scampi del Carnaro e la resa di Fiume](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Aldo-Smilzo.png)

"Il Natale di sangue" è l'opera di Gabriele D'Annunzio che ricorda la presa di Fiume a cui lui stesso partecipò e che qui vogliamo ricordare. La lettera che scrisse a Mussolini, quando era ancora giornalista, e il paradosso che consegnò l'Italia al fascismo.

Tre cose per cui vale la pena di vivere: gli scampi del Carnaro, una coppa di champagne Mumm, il triangolo di una donna, quasi bionda quasi bruna. Nella solitudine del Vittoriale un vecchio Gabriele D’Annunzio **vergava su carta le emozioni d’una vita. **

Uno sconcerto che tracciava una ricorrenza e una sconfitta: la presa di Fiume che lo stesso D’Annunzio compì – con un manipolo di arditi e libertari di ogni risma, dai sindacalisti rivoluzionari ai fascisti per dispetto a Mussolini – **nel settembre del 1919.** Fu quella la fucina d’una sfida letteraria, più che politica e militare, che si concluderà nei giorni di Natale del 1920, una resa che il poeta ribattezzerà come il “Natale di sangue”.

Per capire di cosa si sia trattato, una gradassata a colpi di Sangue Morlacco più che un atto di guerra, **val la pena rammentare la lettera con cui D’Annunzio annunciò a Benito Mussolini** (all’epoca ancora giornalista e non duce), la decisione di puntare sul Carnaro: «Mio caro compagno, il dado è tratto. Parto ora. Domattina prenderò Fiume con le armi.

Il Dio d’Italia ci assista. Mi levo dal letto febbricitante. Ma non è possibile differire. Ancora una volta lo spirito domerà la carne miserabile». Il giorno dopo D’Annunzio annuncerà ai fiumani: «Italiani di Fiume!

Nel mondo folle e vile, Fiume è oggi il segno della libertà». Di libertà e di vizi la città ne consumerà molti (i secondi soprattutto), finendo – in un tragico paradosso della storia – per consegnare l’Italia a Mussolini e al fascismo. La beffa delle beffe.

 

 

 
