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title: I giovani lettori
description: Che i giovani lettori siano assai più dei grandi è talmente scontato che quasi non varrebbe la pena di parlarne
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date: 2024-04-09
author: Giuliano Compagno
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categories: [Cultura]
tags: [cultura, libri]
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# I giovani lettori

![Giovani Lettori](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/Evidenza-sito-1044-1024x639.jpg)

Che i giovani lettori siano assai più dei grandi è talmente scontato che quasi non varrebbe la pena di parlarne

**L’inaugurazione della Fiera internazionale del libro per ragazzi **– che si è aperta ieri a Bologna e durerà fino a giovedì –** ha rilanciato i soliti commenti sul mercato editoriale**. Non è una novità per esempio che il settore dei giovanissimi **sia la vera bombola a ossigeno di una filiera che** (per colpa dei grandi editori) **si trova più o meno alla canna del gas**. Che i bambini leggano assai più dei grandi è talmente scontato che quasi non varrebbe la pena di parlarne, almeno in assenza di nuovi argomenti.** Nel provarci, eviterei di analizzare genitori con sensi di colpa che affidano ai libri l’onere di educare i figli.**

**Più interessante sarebbe indagare sulle curiosità e sulle preferenze dei giovani**, i quali esprimono il loro autonomo giudizio prima di quanto si creda.** I gusti ovviamente cambiano, ma rimane teso quel filo che lega le loro attitudini di lettori a interessi e a passioni del tutto indipendenti dalla famiglia e da qualsiasi lista **– prevalentemente anglofona – di autori di successo. **Un caso a parte è quello di J. K. Rowling che, con “Harry Potter”, è la sola ad aver generato un fenomeno di rilevanza planetaria in grado di coinvolgere centinaia di milioni di lettori tra i 10 e i 14 anni **in una sorta di magico mondo abitato da bambini cresciuti fra sortilegi, amori e malefici, fino al trionfo non già della bontà ma dell’intelligenza contro il male.** L’opera conta traduzioni in 90 lingue** (la versione italiana sarà di 3.691 pagine) e 500 milioni di copie vendute. Eppure “Harry Potter” – per quanto scritto magistralmente – rappresenta un fenomeno a sé, perché i ragazzi sono andati oltre, seguendo storie meno popolari, più raffinate.

**I giovani lettori sanno in che misura la loro passione per la lettura non sia omologata alla crescente dipendenza dai *social***. E allora – sempre meno *nerd* e sempre più comunità attiva – essi vengono attratti da romanzi che li rappresentino, raccontando storie di coetanei capaci di ribellarsi e distinguersi da ogni forma di integrazione. **Qualche esempio: la serie autobiografica di “Katitzi”* *(Iperborea) di Katarina Taikon, favolosa scrittrice di origine *rom* che ha realizzato una bellissima narrazione di lei bambina che combatteva ogni genere di discriminazione nella Svezia dei primi anni Quaranta. **Eroi grandi che lottano e vincono ed eroi piccoli che innalzano i libri a simbolo della loro identità. È il caso del protagonista de “Il club dei perdenti” (Rizzoli) di Andrew Clements: il suo Alec è un ragazzo che ama e divora libri piuttosto che impegnarsi in palestra e allora intitola così il suo *club* del doposcuola, con la certezza di restarne l’unico membro e leggere in santa pace. **Ma non sarà così perché la lettura è potente e seduttiva, crea amori e rafforza amicizie.**

**Altro splendido titolo è “Come ho scritto un libro per caso” (La Nuova Frontiera), storia di Katinka, 13 anni e il sogno di diventare scrittrice**. Fortuna vuole che incontri Lidwien, celebre autrice e sua vicina di casa, che le trasmette segreti e regole della scrittura. **Firmato dall’olandese Annet Huizing, il romanzo ha ottenuto consensi e premi in tutta Europa**. Che ciò non l’abbia distolta dall’attenzione verso i suoi piccoli ammiratori, lo dimostra questo episodio: accade che una bambina di 10 anni lo legga e le piaccia talmente da chiedere alla madre di trovarle il recapito della Huizing. **Ci tiene a farle i complimenti. Un paio di settimane più tardi riceve il seguente messaggio: «Cara Irene, ti piace scrivere? Vorresti diventare una scrittrice proprio come Katinka? Allora non smettere mai di leggere perché i libri ti terranno compagnia per tutto il resto della tua vita! Cari saluti, Annet».** Irene leggeva e rileggeva quelle poche righe, intanto immaginava che i suoi libri fossero un grande ponte sospeso dove passeggiare senza guardare in basso.

di *Giuliano Compagno*
