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title: Il buonsenso della Mostra di Venezia
description: Invitare al Festival del Cinema di Venezia registi scomodi come Woody Allen e Roman Polanski diventa un gesto eroico
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date: 2023-07-28
author: Massimo Balsamo
url: https://laragione.eu/life/cultura/il-buonsenso-della-mostra-di-venezia/
categories: [Cultura]
tags: [Cinema, Evidenza]
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# Il buonsenso della Mostra di Venezia

![Il buonsenso della Mostra di Venezia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Evidenza-sito-3-7.jpg)

In un'epoca integralista come questa, invitare al Festival del Cinema di Venezia registi scomodi come Woody Allen e Roman Polanski diventa un gesto eroico

Questa è l’epoca del politicamente corretto, dell’ideologia *woke*, della caccia alle streghe. La *cancel* *culture* come stella polare. Ma fortunatamente **c’è chi non si preoccupa di questa ondata integralista: parliamo di Alberto Barbera, direttore della Mostra di Venezia.**

Perché? Perché **nel 2023 serve una dose generosa di coraggio per invitare** al festival cinematografico più importante al mondo – insieme a quello di Cannes – due registi come **Roman Polanski e Woody Allen**. Due maestri della settima arte, due punti di riferimento per diverse generazioni. Ma anche due persone in qualche modo scomode: Polanski per un reato sessuale commesso nel 1977, Allen per un’accusa mai dimostrata in tribunale. Entrambi hanno continuato a lavorare regolarmente per anni, anzi per decenni, fino all’avvento del #MeToo, un movimento che ha portato tante cose buone ma anche storture difficili da condividere.

**Polanski e Allen sono diventati il nemico da combattere**. Gli untori da cancellare o quantomeno da mettere al bando. Distribuire i loro *film* è diventata un’impresa, un atto temerario. Poco importa se Polanski ha scontato la sua pena ed è stato perdonato dalla sua vittima, poco importa se Allen non è mai stato condannato per i presunti abusi sulla figlia adottiva. Il buon senso non è ben visto dai componenti di certe correnti, spesso nemmeno dagli addetti ai lavori: basti pensare a tutti quegli attori – giustizialisti e opportunisti, per non dire altro – che hanno rinnegato le collaborazioni con il cineasta newyorkese.

**Fortunatamente Barbera è riuscito a tenere la barra dritta**, conscio dell’importanza di fare una distinzione tra l’artista e l’uomo. La storia del cinema e dell’arte in generale è piena di artisti che hanno commesso crimini, ma non per questo abbiamo smesso di prendere in considerazione e ammirare le opere che hanno prodotto. Forse è giunto il momento per tutti di smetterla di illudersi che un grande lavoro debba essere creato da grandi persone.

**Un film può essere un capolavoro indipendentemente dalla fedina penale del suo autore**, l’arte non riflette necessariamente fedelmente la vita dell’artista. Un certo maccartismo femminista dovrebbe essere accantonato per lasciare spazio al giudizio. Non esistono eroi, non esistono uomini infallibili. Ma esistono e continueranno a esistere opere in grado di tracciare un solco nella storia. Con buona pace degli invasati.

*di Massimo Balsamo*

 
