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title: Il codice Morse compie 180 anni
description: "L'invenzione che rivoluzionò per sempre il mondo delle telecomunicazioni compie 180 anni: il racconto della sua storia e i suoi bivi"
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date: 2024-05-27
author: Stefano Faina
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categories: [Cultura]
tags: [cultura, telecomunicazioni]
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# Il codice Morse compie 180 anni

![Il codice Morse compie 180 anni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-2-9.jpg)

L'invenzione che rivoluzionò per sempre il mondo delle telecomunicazioni compie 180 anni: il racconto della sua storia e i suoi bivi

**Nel 1832 una nave, partita dall’Europa, sta percorrendo l’ultimo tratto di un viaggio con destinazione finale l’America**. A bordo c’è uno **scienziato di nome Charles Thomas Jackson** che si è recato nel Vecchio Continente per portare avanti le proprie ricerche sull’elettromagnetismo. **Accanto a lui siede un pittore **che ha trascorso gli ultimi due anni in Italia per studiare i maestri del Rinascimento: **il suo nome è Samuel Morse**.

Seppur provenienti da ambienti opposti, i due chiacchierano amabilmente e scoprono di avere qualcosa in comune. Anche perché **Morse, pur essendo un artista, è sempre stato attratto dalla scienza**. In particolare dall’elettricità, al punto che quando era studente all’Università di Yale aveva anche iniziato ad approfondire questa sua passione. In più per lui non è un buon momento: la sua carriera di pittore stenta a decollare e le sole due opere realizzate degne di nota sono “L’Ercole morente” e un ritratto del marchese La Fayette.

Le idee di Jackson lo affascinano e, una volta tornato a casa, gli forniscono un’intuizione: tentare di **sviluppare un sistema di comunicazione in grado di perfezionare i primi rudimentali modelli di telegrafo, allora basati sulle scoperte di André M. Ampère**. Inizia così una serie di esperimenti che portano alla realizzazione di alcuni primi prototipi. Uno di questi viene presentato nel corso di un evento a Yale e **attira l’attenzione di un inventore di nome Alfred Vail**, che offre a Morse la propria collaborazione. Vail è un macchinista col pallino della tecnologia, ma è anche il figlio del fondatore della Speedwell Ironworks, una delle più innovative ferriere dell’epoca. I due si mettono in società, proseguono nei loro studi e – grazie alla perizia tecnica di Vail – riescono a realizzare sia un apparecchio telegrafico elettrico (prodotto negli stabilimenti della stessa Speedwell) sia un codice di trasmissione basato su punti e linee, abbozzato da Morse e poi perfezionato dal suo socio.

**Entrambi comprendono di avere fra le mani l’invenzione del secolo, qualcosa in grado di rivoluzionare il mondo delle telecomunicazioni**. Fanno così richiesta al governo affinché approvi una legge che consenta la costruzione di una linea telegrafica lunga 60 chilometri, da Washington a Baltimora, per rendere operativa la loro creazione. Ci riescono e, dopo alcune sperimentazioni, **il 24 maggio 1844 diffondono il primo messaggio telegrafico. Una frase semplice: “*What Hath God Wrought!*» (Cosa Dio ha creato!), citazione biblica scelta da Morse come omaggio al padre, un pastore battista**.

È l’inizio di un successo senza precedenti che non conoscerà rivali sino all’arrivo del telefono. **Il codice Morse diventa così lo *standard* per le comunicazioni a livello mondiale, con l’ex pittore che ne trae denaro e fama**. Un prezzo che paga però con la separazione da Vail, colui che molti ritengono il vero motore di quella rivoluzione tecnologica e che finirà per essere messo da parte. Lascerà definitivamente la società nel 1848, scrivendo nelle sue dimissioni: «**Ho deciso di abbandonare l’azienda da quando non ha più bisogno di me**».

**Anche Morse avrà i suoi grattacapi**. Trascorrerà anni coinvolto in vari litigi con altri Paesi e con diversi scienziati per ottenere il brevetto sul proprio sistema, che gli verrà concesso soltanto nel 1854. Lui e Vail non si rivolgeranno mai più la parola, per il resto della vita. **Forse entrambi consapevoli che questa storia avrebbe meritato un finale diverso**.

*di Stefano Faina e Silvio Napolitano*
