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description: Bilancio più che positivo per il Salone del Mobile di Milano. Il design è al centro, ma sappiamo davvero cosa sia?
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date: 2021-09-15
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/life/cultura/il-design-non-e-inutile/
categories: [Cultura]
tags: [Arte, società]
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# Se è inutile non è di design

![il design](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/pexels-andrew-neel-7932264-1024x683.jpg)

**Bilancio più che positivo per il Salone del Mobile appena conclusosi a Milano. Il design è al centro del programma e si sa: o lo si odia o lo si ama. Ma sappiamo davvero cos'è? **

La [59esima edizione del Salone del Mobile](https://www.salonemilano.it) di Milano si è appena conclusa con una* standing ovation.**
*Il bilancio è di circa 60 mila presenze** di cui quasi la metà dall’estero, 425 brand espositori, 170 studenti da 22 Paesi diversi e un *engagement* *social* altissimo: soltanto il sito (senza contare le piattaforme social dedicate) ha registrato 1,5 milioni di visualizzazioni.

Non sono cifre a caso se si considera il periodo, il blocco forzato di eventi fieristici e le evidenti difficoltà di tirar su un progetto sicuro ma vivace allo stesso tempo. Un'edizione rimasta in forse fino all'ultimo, confermata soltanto 4 mesi fa con la relativa nomina all’**architetto Maria Porro** come presidentessa della kermesse che, sin da subito, ha imposto il Green Pass obbligatorio (ancor prima del Governo) e coinvolto l’intera città di Milano nel raggiungimento dell’obiettivo di qualità in piena sicurezza.

Il mondo del design, insomma, non conosce crisi e non si fa intimorire nemmeno dal Covid, nonostante non tutti ne apprezzino i contorni fino in fondo. **Il design **divide, venendo spesso banalizzato, a volte snobbato, altre ancora idolatrato.**

Ciò che appare chiaro è che resta di sicuro uno dei concetti più fraintesi in epoca contemporanea; spesso associato ad estetica e lusso è, in realtà, **sinonimo di progettazione**.

Progettazione e realizzazione di oggetti sia materiali che concettuali **con scopi ben precisi: risolvere dei problemi.**

Se è inutile non è di design, se non semplifica la vita è puro vezzo estetico. Potremmo collocarlo in una terra di mezzo fra arte ed ingegneria, fra sostanza e forma. La ruota, ad esempio, uno dei primi oggetti ideati dall’uomo, è già di per sé un oggetto di design nella sua giusta accezione.

Certo, è indiscutibile la sua evoluzione negli anni verso altissime forme di perfezionismo e, talvolta, stucchevolezza estetica.

**Alle origini, nell’Ottocento**, nacque come corrente simil filosofico-sociologica. Nel 1851 il termine design venne discusso durante la Prima Esposizione Universale in Inghilterra come reazione alla produzione di oggetti di consumo di massa in epoca vittoriana: fu l’architetto William Morris ad aprire una battaglia contro l'omologazione e meccanizzazione produttiva in favore di una conservazione artistica ed artigianale.

Un protezionismo estetico, oseremmo dire.

Da quel momento il design assunse una propria identità diramandosi in branche di studi diverse: design del prodotto, design degli ambienti e degli spazi e design della comunicazione con l’avvento di internet. Una storia che abbraccia diverse discipline e correnti, che non sa e **non vuole rinunciare all’estetica in favore della funzionalità, e viceversa.**

Indubbiamente design, arte e storia contemporanea vanno a braccetto: celebre è ad esempio negli anni 20’ del Novecento il movimento dell’Art Decò**, caratterizzato da oggetti industriali dalle forme sinuose o geometriche con colori pop o il movimento dell’**Anti-Architecture** negli 60’ (declinato in Italia nel Movimento dell’Arte Povera) come denuncia all’architettura post guerra mondiale distinta da blocchi di cemento armato impersonali ed asettici.

Il design entra così a pieno titolo nel nostro ambiente anche senza volerlo.

Un settore vasto e variegato divenuto, indubbiamente, **motore economico del nostro Paese** e caposaldo della sostenibilità in tutte le sue declinazioni possibili.

“*Il design crea la cultura. La cultura modella i valori. I valori determinano il futuro”* spiega Robert L. Peterson, uno dei massimi esperti di graphic design.

Un arco teso verso il futuro, quindi, partendo proprio dal nostro presente a volte così sgangherato ma mai e poi mai da buttare.

Ed allora viva anche la forma senza la quale la sostanza perderebbe il giusto valore.

 
