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title: Il mondo saturato di Martin Parr arriva al Mudec
description: "Dal 10 febbraio al 30 giugno il Mudec di Milano ospita la mostra \"Martin Parr. Short & Sweet\" per coinvolgerci nel suo mondo saturato"
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date: 2024-02-09
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/life/cultura/il-mondo-saturato-di-martin-parr-arriva-al-mudec/
categories: [Cultura]
tags: [Arte, cultura, fotografia]
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# Il mondo saturato di Martin Parr arriva al Mudec

![Martin Parr arriva al Mudec](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Evidenza-sito-11.jpg)

Dal 10 febbraio al 30 giugno il Mudec di Milano ospita la mostra "Martin Parr. Short & Sweet" per coinvolgerci nel mondo saturato del fotografo inglese

**La riconoscibilità delle foto di Martin Parr è immediata**: al primo sguardo siamo catapultati nell’eclettismo umano, iper-enfatizzato dai colori saturati, zoom su dettagli inquietanti, riprese pop. **Martin Parr è senza dubbio uno dei fotografi documentaristi più affermati e riconosciuti del nostro tempo**. Il suo lavoro mescola amore e un pizzico di tenerezza per i dettagli più (all’apparenza) insignificanti del variegato genere umano con una feroce critica alla società contemporanea.

**Al [Mudec di Milano](https://www.mudec.it/martin-parr-short-sweet/), dal 10 febbraio al 30 giugno 2024, apre la mostra Short& Sweet**, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, promossa dal Comune di Milano-Cultura e che vede Fondazione Deloitte come Institutional Partner, che ci catapulta nel mondo di Martin Parr attraverso oltre **60 fotografie da lui selezionate appositamente per questo progetto** e presentate insieme al corpus di immagini della serie Common Sense, che lo ha reso famoso.

**Il fotografo satirico, lo si potrebbe definire**. Riconosciuto e conosciuto per i suoi colori, non sono in molti ad essere a conoscenza dei suoi esordi con il bianco e nero:** la serie "The Non-Conformists"** apre la mostra con gli scatti del giovane Parr tra il 1975 al 1980. Ma non era da solo. A 23 anni si muove nella metropoli londinese insieme all’allora fidanzata (poi futura moglie) Susie Mitchell per **documentare la vita dell’Inghilterra settentrionale**, tra finto perbenisimo e la gabbia dorata dell’anglicismo di Stato.

*© Martin Parr/Magnum Photos*

**Il periodo in bianco e nero continua con la serie "Bad Weather”**, realizzato tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, in cui Parr **indaga l’ossessione britannica per il maltempo** immortalando acquazzoni e pioggerelline con una macchina subacquea. “*Di solito ti viene detto di fotografare solo quando la luce è buona e c’è il sole e mi piaceva l'idea di scattare fotografie solo in caso di maltempo, come modo per sovvertire le regole tradizionali*”, spiega Parr.

Si passa poi agli **scatti a colori** che lo hanno reso celebre: da **"The Last Resort"**, reportage ironico condotto negli anni ’80 sulle spiagge di Brighton in un periodo di profondo declino economico in cui versava il nord-ovest dell'Inghilterra. Probabilmente, **il vero testamento del fotografo inglese**.

La mostra si snoda in ordine cronologico in tutti i progetti che, meglio delle sue parole, raccontano l’eccentricità e l’occhio acuto del maestro Parr come la serie **“Small World”, che indaga il turismo di massa**,** “Establishment” la più recente serie di Parr che indaga i cliché dell’establishment inglese** ma anche **“Life’s a Beach”** (2013) con scatti provenienti dalle spiagge di tutto il mondo e dei corpi che lo animano.

Un’**occasione unica per conoscere il suo estro**, il suo acume fotografico e il caleidoscopio della società contemporanea di cui siamo parte attiva - e papabile soggetto inconsapevole di un’instancabile Martin Parr.

*di Raffaela Mercurio*
