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title: John Steinbeck, la logorante attesa del successo
description: "John Steinbeck, un working class hero e un'intera vita dedicata all'inseguimento di un sogno: diventare narratore riconosciuto"
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date: 2024-06-01
author: Alberto Fraccacreta
url: https://laragione.eu/life/cultura/john-steinbeck-la-logorante-attesa-del-successo/
categories: [Cultura]
tags: [cultura, editoria]
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# John Steinbeck, la logorante attesa del successo

![John Steinbeck, la logorante attesa del successo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Evidenza-sito-1.jpg)

John Steinbeck, un working class hero e un'intera vita dedicata all'inseguimento di un sogno: diventare narratore riconosciuto

Quando **Bruce Springsteen sul palco di Sanremo 1996 intonò “The Ghost of Tom Joad”** con la chitarra acustica e l’armonica a bocca, il pubblico italiano poté intravedere tutto **il riscatto del *working class hero*, l’avveramento e quasi l’incarnazione della profezia di Joad**.

**John Steinbeck, autore di “The Grapes of Wrath” (“Furore”, 1939), era uno che ce l’aveva fatta e così Springsteen**: ma quanti Tom Joad erano dovuti passare sotto il giogo dell’emarginazione, dell’ingiustizia sociale, dell’impossibilità di realizzare l’*american dream*? **L’intera vita di Steinbeck è stata all’insegna dell’inseguimento e del raggiungimento di quel sogno**: il poter diventare narratore riconosciuto, il poter vivere della sua penna sferzante. Senza compromessi, sempre con un occhio di riguardo verso i reietti d’America.

**Fernanda Rossini nella biografia “John Steinbeck. Voce inquieta del sogno americano”**([Edizioni Ares](https://www.edizioniares.it/)), dopo il puntuale profilo offerto con “Flannery O’Connor. Vita, opere, incontri” (2021), intende **ripercorrere la parabola esistenziale e letteraria dello scrittore di Salinas**, facendo particolare attenzione al contesto storico. «Non ha ancora compiuto due anni – osserva Rossini nelle prime pagine del libro – quando i fratelli Wright provano l’ebrezza del volo e a solo pochi mesi della sua morte Neil Armstrong calpesterà per la prima volta il suolo lunare: **nel mezzo un capitolo di storia complesso e travagliato che Steinbeck vive, osserva e racconta**. La sua voce disincantata non si disperde mai nel guazzabuglio degli eventi e ne costituisce quasi una forma di autocoscienza».

E poi: «**Steinbeck concentra le sue convinzioni sull’arte dello scrivere, sulle capacità creative individuali **e sulle responsabilità personali in un’epoca di profondo cambiamento e di importanti progressi scientifici, in cui l’uomo si è attribuito molti dei poteri un tempo ritenuti “divini”».

L’appassionato resoconto di Rossini procede dai primi anni alla fase del lento apprendistato, **fino al successo raggiunto proprio con “Furore”(che riceverà il premio Pulitzer 1940) grazie anche all’incontro decisivo con l’editore Pascal ‘Pat’ Covici, «collaboratore e coscienza» di Steinbeck**. I tumultuosi rapporti con le tre mogli (Carol Henning, Gwyndolyn Conger ed Elaine Anderson), la professione di giornalista e di *reporter* dal fronte, la stesura di autentici capolavori come “Uomini e topi”(1937) e “La valle dell’Eden”(1952, considerato da Steinbeck il suo testo più importante), il conferimento del **premio Nobel per la letteratura nel 1962 **«per le sue scritture realistiche ed immaginative, che uniscono l’umore sensibile e la percezione sociale acuta»: **siamo di fronte a un’«anima inquieta» che ha provato a trovare «le parole per raccontare l’impossibile», che è stato «con la valigia sempre in mano»** per esplorare nuovi luoghi e situazioni capaci di ispirarlo.

Nonostante le molteplici contraddizioni, **Steinbeck ha cercato di ritrarre il più possibile «un’America vera», fatta di aspirazioni e sofferenze, slanci e inesorabili cadute**, con la sua scrittura di ossidiana, granitica, priva di compiacimenti.

*di Alberto Fraccacreta*
