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L’Italia patrimonio dell’umanità a tavola e non solo

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In occasione di riconoscimenti come quello alla cucina dell’Italia, patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, c’è sempre chi tende a ridurre il tutto a una questione burocratica, in buona sostanza inutile

L’Italia patrimonio dell’umanità a tavola e non solo

In occasione di riconoscimenti come quello alla cucina dell’Italia, patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, c’è sempre chi tende a ridurre il tutto a una questione burocratica, in buona sostanza inutile

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L’Italia patrimonio dell’umanità a tavola e non solo

In occasione di riconoscimenti come quello alla cucina dell’Italia, patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, c’è sempre chi tende a ridurre il tutto a una questione burocratica, in buona sostanza inutile

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In occasione di riconoscimenti come quello di ieri alla cucina italiana, patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO (raggiungemmo questo prestigiosissimo risultato già con l’arte del pizzaiuolo napoletano, quindi con la pizza) c’è sempre chi tende a ridurre il tutto a una questione burocratica, in buona sostanza inutile.

È tipico dei nostri tempi, in cui è diventato un valore atteggiarsi a cinici e indifferenti. Come se fosse una cosa figa, mentre è molto più semplicemente una cosa da sfigati.

Il riconoscimento è importante, tanto per cominciare, perché certifica la nostra leadership mondiale in termini di patrimoni dell’umanità nella specialissima classifica UNESCO, che resta di gran lunga la più importante e autorevole in materia. Siamo e restiamo davanti alla Cina e per il nostro piccolo-grande Paese rappresentare un punto di riferimento così importante e imprescindibile per la storia del mondo intero deve essere motivo di orgoglio quotidiano o almeno lo dovrebbe essere.

Se non ci perdessimo dietro a quel cinismo di cui sopra.

Poi, c’è il vantaggio anche di natura pratica del potersi fregiare di un simile riconoscimento, moltiplicando ulteriormente la forza attrattiva della nostra cucina e del business che rappresenta a livello globale.

Qualcuno – sbagliando clamorosamente e facendosi ridere dietro da mezzo mondo – disse che con la cultura non si mangia, mentre proprio con la cultura, la storia e le tradizioni l’Italia non solo mangia ma fa anche mangiare e molto bene.

di Fulvio Giuliani

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