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title: La luna rosa di Nick Drake splende ancora
description: Nick Drake è stato un artista dalla sensibilità rara, sconfitto giovanissimo dai suoi demoni. La sua musica è stata riscoperta dai giovani
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date: 2022-05-13
author: Federico Arduini
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categories: [Cultura]
tags: [musica]
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# La luna rosa di Nick Drake splende ancora

![La luna rosa di Nick Drake torna a splendere](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/Evidenza-sito-4-3.jpg)

Nick Drake è stato un artista dalla sensibilità rara, sconfitto giovanissimo dai suoi demoni. La sua musica, dimenticata da vivo, è stata riscoperta nel tempo da milioni di giovani.

Ci sono paesaggi nei quali siamo cresciuti, ai quali leghiamo ricordi che lasciano dentro di noi una cifra tale da essere formanti e renderci ciò che siamo. In un artista questo vale ancora di più. **Nick Drake non poteva che nascere in Inghilterra**, tra le nebbie placide e le nuvole cariche di pioggia, che si estendono su colline verdi puntellate da pozzanghere profonde. Atmosfere e paesaggi che si respirano a ogni ascolto della sua brevissima ma indubbiamente significativa produzione: appena **tre album in cinque anni**.

Nick da piccolo era un bambino come altri, forse un po’ taciturno e distaccato. Alla musica si avvicinò quasi subito iniziando a suonare il pianoforte nell’orchestra scolastica insieme con clarinetto e sassofono. Col passare degli anni, **tanto aumentava la sua sensibilità, tanto più a fondo andava la sua conoscenza della musica**, tanto meno si interessava delle materie scolastiche e delle faccende quotidiane. La prima chitarra acustica, acquistata nel 1965 per 13 sterline, fece il resto.

Negli anni in cui la musica in Inghilterra evolveva verso la psichedelia, **mentre John Lennon e Yoko Ono sconquassavano l’opinione pubblica con inni di pace**, **Drake rimaneva fedele a quella tradizione *folk* che tanto amava**, riuscendo a sintetizzare una poetica legata a doppio filo con la sua musica. Una musica che sgorgava dalla sua fragilità, da un profondo stato di irrequietezza e solitudine, da una depressione che cresceva assieme a riconoscimenti, impegni ed eventi. **Una musica** che, per quanto nascesse da un’individualità sempre più isolata, seppe entrare in risonanza con la formante di tutta quella controcultura, in arrivo dall’America, **che non aveva paura di dire ciò che non funzionava**, di stracciare il velo dell’apparenza.

**Dopo il primo disco “Five Leaves Left”, Drake lasciò gli studi a Cambridge** qualche mese prima di una laurea a cui non aveva mai creduto veramente. **L’album successivo, “Bryter Layter”** è attraversato da tonalità più ottimistiche, nonostante le difficoltà di Nick fossero aumentate a tal punto da fargli decidere di abbandonare le esibizioni dal vivo. I produttori erano convinti che sarebbe stata la sua definitiva consacrazione. Ma non fu così: l’album **divise la critica e non coinvolse nuovo pubblico**. Drake, deluso e ferito, si ritirò nel suo appartamento, da solo e sempre più distante. Convinto che la complessità dell’ultimo lavoro in studio non lo rappresentasse, s’impose di lavorare a un nuovo album.

**“Pink Moon”, questo il titolo del disco, ha compiuto cinquant’anni il 25 febbraio** ed è quanto di più essenziale ci possa essere: 28 minuti di chitarra e voce, con il solo pianoforte sulla *title track*, registrati in soli due giorni di studio. I testi traspaiono la distanza quasi spiazzante da cui ormai Nick guardava la sua vita.

**Il disco è un autentico capolavoro, ma il mondo era in procinto di essere travolto dalla stella nascente di David Bowie**, dalla forza del *glam rock* e, semplicemente, non se ne accorse. Fu l’ultimo che Drake ci ha donato prima che un’*overdose* di psicofarmaci lo stroncasse a soli 26 anni il 25 novembre 1974.

La sua musica, poco capita e apprezzata in vita, **ebbe una rinascita dopo la sua morte**, riscoperta e amata da migliaia di *fan* in tutto il mondo e anche in Italia, dove **da qualche giorno proprio “Pink Moon” è disco d’oro**.

 

*di Federico Arduini*
