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description: "Il compositore Francesco Cerasi firma la colonna sonora de \"La bella estate\" e ci racconta l'alchimia tra cinema e suono"
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date: 2023-08-30
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/cultura/la-musica-sul-grande-schermo-parla-francesco-cerasi/
categories: [Cultura]
tags: [Cinema, Evidenza, il personaggio, musica]
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# La musica sul grande schermo, parla Francesco Cerasi

![Francesco Cerasi compositore](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/08/Evidenza-sito-4-5.jpg)

Francesco Cerasi, compositore fra i più talentuosi del panorama italiano, firma la colonna sonora de "La bella estate" e ci racconta l'alchimia tra cinema e suono

Fra quelli che concorrono alla magia del cinema, **uno degli elementi più importanti è indubbiamente la musica**, la colonna sonora che ricama atmosfere e sensazioni lungo la trama del racconto, fondendosi alle immagini. Quale sia l’elemento alchemico capace di far scattare la magia resta un mistero ma ciò che invece è chiaro è quanto nel tempo sia cresciuta l’importanza della musica da film.

**Ne abbiamo parlato con Francesco Cerasi, compositore classe 1980 fra i più talentosi e attivi nel panorama italiano**, in occasione dell’uscita della sua colonna sonora per il film “La Bella Estate”, diretto da Laura Luchetti e nelle sale da giovedì scorso.

«Oggi **la musica e il suono nel cinema hanno acquisito un’importanza maggiore rispetto anche soltanto a 15 anni fa**. Si sono evolute tantissimo tutte le nostre tecnologie di ascolto e nel pubblico ci sono sempre più creativi e musicisti» sottolinea. «Il lavoro che si fa con la musica per il cinema è simile a quello del direttore della fotografia che cerca una lente, una prospettiva: si individua il suono, una sequenza di note che sia cantabile e riconoscibile. Ma dev’esserci un equilibrio per non sopraffare quello che intanto sullo schermo ‘cantano’ i protagonisti.

**Si dice che la miglior musica per un film non sia quella più bella ma quella più giusta e forse è vero**». Nella partitura di una colonna sonora, infatti, non ci sono soltanto le note, ma anche «le cicale in una scena di campagna, il suono di una porta o la battuta di un personaggio. Se si toglie tutto questo è come avere le basi strumentali di una canzone senza la voce».

Per capire quanto sia importante la musica in un film basta fare un semplice esperimento: «**Prendete la scena del vaso del film “Ghost”**. Se al posto di “Unchained Melody” immaginate “Anima mia” dei Cugini di Campagna tempo due secondi e il vostro cervello, senza aver ascoltato una nota, procurerà una reazione di riso. **Questa è la potenza della musica**: tu non senti neanche una nota, immagini soltanto cosa possa succedere e la scena di una vedova che sogna di fare un vaso con suo marito morto ti fa ridere».

**Per “La Bella Estate” Cerasi ha scritto musica con un forte impianto melodico**, ispirata alla tradizione musicale tardo romantica, in cui ogni pausa e attesa ha un valore ben preciso: «**Mozart diceva che la musica è l’infinito fra le note**. Uno spiraglio in cui succedono un sacco di cose. Cerco di non sottovalutare le pause perché nel rapporto fra suono e silenzio sta il ritmo di ciò che accade sullo schermo: la musica è un modo di scandirne il tempo. È lo scegliere di raccontare una scena come se il tempo andasse un pochino più veloce o più lento. **Ho il privilegio di non dover dire tutto nei primi 30 secondi di un brano: me lo tengo molto stretto**».

E per i giovani che si approcciano al mestiere Francesco ha un paio di consigli preziosi: «Non è vero che non si devono accettare consigli. Ma soprattutto, fate soltanto la musica che avete in testa e se è simile a quella di qualcun altro cercate la vostra voce. **Nell’epoca dell’intelligenza artificiale è necessario non omologarsi alla musica più ascoltata**, perché sarà quella che verrà riproposta più facilmente dalle macchine. Serve essere personali, seguire la propria urgenza comunicativa».

*di Federico Arduini*
