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title: La Natura, come l’arte, è sacra e io la difendo
description: Il patrimonio artistico e naturale come una risorsa dell’umanità alternativa ai rischi della frammentazione individualista della società.
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date: 2022-12-04
modified: 2022-12-03
author: Lorenzo Catania
url: https://laragione.eu/life/cultura/la-natura-come-larte-e-sacra-e-io-la-difendo/
categories: [Cultura]
tags: [Arte, Evidenza, società]
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# La Natura, come l’arte, è sacra e io la difendo

![La Natura, come l’arte, è sacra e io la difendo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Evidenza-sito-40-2.png)

Il patrimonio artistico e naturale come risorsa dell’umanità, alternativa ai rischi della frammentazione individualista della società italiana e del consumismo.

Negli anni della sua presidenza dell’associazione “Italia nostra” (1960-1985), **lo scrittore Giorgio Bassani denunciava la realizzazione di tratte autostradali che non tenevano in conto il valore paesaggistico dei luoghi che dovevano attraversare**. Sollecitava la creazione di parchi per tutelare le aree naturalistiche di interesse nazionale.

Come oggi, in quegli anni l’Italia era un Paese aggredito dalla cementificazione selvaggia e dalle logiche affaristiche che deturpavano città, campagne, coste, isole. Non di rado lo scrittore si trovava coinvolto in dimostrazioni pubbliche che mettevano a repentaglio la sua incolumità fisica: «Ricordo manifestazioni (per esempio a Palermo) dove c’era francamente d’aver paura. Eravamo evidentemente considerati, dagli amministratori locali come dei veri e propri nemici pubblici, rappresentanti, in terra cristiana, degli interessi del demonio. Ultimamente mi è capitato di fare un semplice sopralluogo alle isole Eolie. Ebbene, appena sbarcato a Panarea fui aggredito da qualche centinaio di indigeni, decisi, come gridavano, a buttarmi a mare. La gente berciava: “Le isole Eolie agli eoliani”. Proprio come se le isole Eolie appartenessero soltanto a loro, e non, ovviamente a tutti gli italiani».

**Bassani vedeva con preoccupazione l’avanzata della modernizzazione, di cui sottolineava gli aspetti deteriori come il proliferare disordinato delle città che contribuiva al degrado ambientale, all’impoverimento culturale e all’affermazione di una ideologia della crescita senza limiti e senza regole.** In un discorso risalente ai primi anni Sessanta – ora leggibile nel libro “Italia da salvare” (Feltrinelli, 2018), raccolta degli scritti civili e delle battaglie ambientali di Bassani – l’autore del celebre “Il giardino dei Finzi Contini” scrive: «Dal 1965 in poi, Italia Nostra si è assai sviluppata; non siamo né contestatori globali, né puri esteti. Riteniamo che il patrimonio culturale e naturale sia un bene di cui la civiltà tecnologica e industriale, nella quale viviamo, non possa fare a meno, se vuole continuare a esistere. La civiltà industriale ha mostrato di sapersi dare un’efficienza, adesso occorre che si dia una religione, che sappia cioè contraddire a tutto ciò che tende a trasformare l’uomo in puro consumatore. È necessario che ci si convinca che vale la pena di espandersi e di consumare un po’ meno, perché l’uomo resti uomo».

Amareggiato dalla modernizzazione radicale e convulsa, **Bassani percepiva il patrimonio artistico e naturale come una risorsa dell’umanità alternativa ai rischi della frammentazione individualista della società italiana e del consumismo**. “Italia da salvare” è un libro che meriterebbe di essere letto nelle scuole, ma anche dai tanti uomini politici poco sensibili alla salvezza e al futuro del “Paese più bello del mondo”.

Di *Lorenzo Catania *
