---
title: Le paranoie di Donnie Darko ritornano al cinema
description: Donnie Darko in versione 4k restaurata ha incassato in soli due giorni oltre 92mila euro. Simbolo di un cult dalla storia più che controversa
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Evidenza-sito-1-2.jpg
date: 2024-06-05
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/life/cultura/le-paranoie-di-donnie-darko-ritornano-al-cinema/
categories: [Cultura]
tags: [Cinema, cultura]
---

# Le paranoie di Donnie Darko ritornano al cinema

![Le paranoie di Donnie Darko ritornano al cinema](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Evidenza-sito-1-2.jpg)

Donnie Darko in versione 4k restaurata ha incassato in soli due giorni oltre 92mila euro. Simbolo di un cult dalla storia più che controversa

Le paranoie di Donnie e il demoniaco coniglio Frank sono ritornate **nelle sale italiane in versione 4k restaurata per il ventesimo anniversario di “Donnie Darko” diventato nel tempo molto più di un film**. Sono in molti a definirlo il vero c**ult generazionale degli anni 2000** grazie alla sua enigmaticità ma anche ad una storia distributiva inizialmente disastrosa.

Gli **inizi di Donnie Darko dell’allora regista esordiente Richard Kelly non furono affatto promettenti**. **Presentato al Sundance Film Festival nel 2001**, uscì nelle sale americane il 26 ottobre dello stesso anno (tagliato di quasi un’ora rispetto alla durata originale di quasi tre ore), **45 giorni dopo l’attacco alle Torri Gemelle che aveva letteralmente messo in ginocchio l’America**. Non c’era voglia di svago, men che meno di un film sulla cui locandina (poi ritirata) campeggiava un bel disastro aereo, elemento di rilievo nella storia di Donnie.

**Arrivò nelle sale grazie all’impegno di Drew Barrymore**, co-produttrice del film e del **regista Christopher Nolan** (estasiato sin dal primo minuto a dispetto di tutti) ma riuscì ad ottenere solo stroncature dalla critica e un flop al botteghino (poco più di 500mila dollari). La distribuzione internazionale fu bloccata dalla produzione e al regista Kelly occorsero circa sei mesi per vendere i diritti distributivi del film.

**Di Donnie e delle sue visioni schizofreniche non se ne parlò più fino al 2004,** anno in cui venne ripresentato alla Mostra di Venezia in versione integrale (*director’s cut*, in gergo) **ottenendo questa volta il plauso della critica **che ne favorì l’uscita al cinema o, come in Italia, negli home video. Da quel momento, **il passaparola generò interesse e l’interesse sfociò in ossessione**: chi è davvero Donnie? E quale significato ha la figura del terrificante coniglio Frank e delle sue premonizioni? A furia di domande e ipotesi interpretative su una struttura narrativa straniante, Donnie è arrivato fino ai giorni nostri ma sempre avvolto da un alone di mistero.

**Il regista promette da anni un sequel ufficiale**, anche in risposta a quello diretto nel 2009 da Chris Fisher, “S.Darko”, e incentrato sulla sorella del protagonista dal quale Kelly si è sempre dissociato. **Restano poche certezze: una summa musicale da brividi** (“The Killing Moon” di Echo and the Bunnymen ma soprattutto la straziante “Mad World” interpretata da Gary Jules) **e un’interpretazione magistrale di Jake Gyllenhaal**, allora 21enne, che gli valse l’ingresso nell’Olimpo del cinema americano.

Lo stesso, ha voluto fare gli auguri al ventesimo anno del film con un post: **“È un film che ha cambiato la mia vita**. È stato irreale vedere questa storia trovare una vita dopo la vita con un nuovo pubblico e nuove generazioni. **Buon ventesimo compleanno Donnie! Continuiamo a confondere le persone**. Brindiamo ad altri 20”.

*di Raffaela Mercurio*
