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title: "L&#8217;invenzione della Coca-Cola"
description: "Tutto inizia nel 1865 con il lavoro del medico chirurgo John Stith Permberton: una storia di dolore ma anche di gioie che non conoscono fine"
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date: 2024-05-09
author: Stefano Faina
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categories: [Cultura]
tags: [cultura]
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# L&#8217;invenzione della Coca-Cola

![L&#8217;invenzione della Coca-Cola](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-3-4.jpg)

Tutto inizia nel 1865 con il lavoro del medico chirurgo John Stith Permberton: una storia di dolore ma anche di gioie che non conoscono la fine

**Nel 1865**, durante la Guerra di secessione americana, fra le file del 3º Gruppo Squadroni di Cavalleria della Georgia combatte un tenente colonnello di appena 34 anni, di nome **John Stith Pemberton**. **Laureato in Medicina e Farmacologia, Pemberton ha lavorato come chirurgo ed è anche titolare di una piccola impresa farmaceutica**. Allo scoppio del conflitto lascia tutto e si arruola, desideroso di fare la sua parte nell’esercito confederato.

Nel corso di una delle ultime battaglie, a Columbus, **viene ferito da un colpo di sciabola all’addome**. Rimane convalescente per settimane, con un dolore lancinante che non lo abbandona mai. Da esperto qual è, sa benissimo che l’unica via per placare gli spasmi che lo attanagliano è una: **affidarsi a massicce dosi di morfina**. Continua così ad assumerne per mesi, fino a quando – ormai dipendente dalla sostanza – comprende che bisogna ingegnarsi per trovare un altro rimedio.

**Si trasferisce ad Atlanta e inizia a lavorare a uno sciroppo a base di *Cephalanthus occidentalis***, una pianta medicinale che se assunta per lunghi periodi può però rivelarsi estremamente tossica. Il dottore si trova così costretto a escogitare un rimedio. Sostituisce la *Cephalanthus* con foglie di coca e damiana, alle quali aggiunge del vino. **Nasce così la “Pemberton’s French Wine Coca”**, una bevanda che viene pubblicizzata come rimedio per alleviare «dipendenze, depressione e nevrastenia femminile».

Il Movimento per la temperanza, un’organizzazione che si batte contro il crescente fenomeno dell’alcolismo, riesce a far promulgare nel 1886 una legge in base alla quale il consumo di alcolici nello Stato della Georgia viene messo al bando. Pemberton deve nuovamente ricominciare da capo. **Sostituisce la damiana con la noce di cola e il vino con uno sciroppo di zucchero. Il tutto da allungare con acqua**. La nuova versione riscuote meno consensi rispetto alla precedente, tant’è che da prodotto a uso medico viene retrocessa a bibita da servire tramite i cosiddetti *soda fountain* nei locali che vendono gelati e panini.

**Poi, in un giorno di maggio, la svolta. Pemberton aggiunge dell’acqua frizzante anziché liscia al composto e il risultato è sorprendente**. Qui entra in gioco Frank Mason Robinson, genio *ante litteram* del *marketing* che fiutando il potenziale del prodotto **ribattezza la bibita con il nome dei suoi due componenti principali: la coca e la noce di cola. Coca-Cola, quindi**. E per completare l’opera concepisce un’etichetta con il nome del prodotto scritto in grafia Spencerian. La nuova bibita piace, e molto. Ma Pemberton in quel momento non se la sta passando altrettanto bene. **Sommerso dai debiti contratti per via di quella dipendenza dalla morfina che non è riuscito a curare, decide di vendere per soli 2.300 dollari la formula della sua invenzione ad Asa Griggs Candler**, il magnate che fonderà poi la Coca-Cola Company. Il resto è storia.

Fra moltissimi alti e qualche caduta, a cavallo di tre secoli la **Coca-Cola ha conquistato il mondo divenendo uno dei *brand *più riconoscibili in assoluto**. Un tributo, seppur postumo, al genio di Pemberton il quale, scomparso in ristrettezze economiche nel 1888, non fece in tempo a vedere la sua creatura trasformarsi in un’icona planetaria. **E dire che lo sfortunato e coraggioso medico di Atlanta cercava soltanto un rimedio per combattere il dolore che lo affliggeva**. Non immaginava che da lì potesse prendere il via una storia che ancora non conosce fine.

di *Stefano Faina e Silvio Napolitano*
