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title: "&#8220;Ossessione&#8221; un film capace di demolire la morale fascista"
description: "\"Ossessione\" di Luchino Visconti, il primo film a descrivere la campagna italiana con crudo realismo, uscì nelle sale nel '43 e fu subito giudicato indecente. La sua colpa? Smascherare gli stereotipi dell'epoca sulla famiglia e parlare esplicitamente di sesso. Una presa di posizione contro i falsi moralismi del fascismo."
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date: 2022-02-04
author: Lorenzo Catania
url: https://laragione.eu/life/cultura/luchinovisconti/
categories: [Cultura]
tags: [Cinema, Italia]
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# &#8220;Ossessione&#8221; un film capace di demolire la morale fascista

![&#8220;Ossessione&#8221; un film capace di demolire la morale fascista](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito-4-1.png)

"Ossessione" di Luchino Visconti, il primo film a descrivere la campagna italiana con crudo realismo, uscì nelle sale nel '43 e fu subito giudicato indecente. La sua colpa? Smascherare gli stereotipi dell'epoca sulla famiglia e parlare esplicitamente di sesso. Una presa di posizione contro i falsi moralismi del fascismo.**Le riprese del film di Luchino Visconti “Ossessione”** durarono dal 13 giugno al 10 novembre 1942, con spostamenti della *troupe* da Comacchio a Ferrara, da Codigoro ad Ancona. Parzialmente ispirato al romanzo di James Cain “Il postino suona sempre due volte”, il film racconta l’attrazione fatale tra il girovago Gino (Massimo Girotti) e la malmaritata Giovanna (Clara Calamai), che si presta a uccidere il vecchio marito simulando un incidente stradale.

**È popolato da figure di marginali, non presenti nell’opera di Cain e cariche di riferimenti politici**. Come la figura dello Spagnolo, interpretata dall’attore Elio Marcuzzo: allusiva a una libertà di pensiero, a un mondo più grande della provincia italiana ma anche a un latente e rimosso dato omosessuale.

**Nonostante rappresentasse una realtà angosciata ed esibisse una spregiudicatezza sessuale inaccettabile** sia per la moralità fascista che per quella cattolica, l’opera cinematografica ricevette un finanziamento statale e non incontrò ostacoli eccessivi da parte della censura fascista.

**Come ha ricordato Eitel Monaco, allora direttore generale della Cinematografia, Mussolini,** che assistette a una proiezione privata di “Ossessione” a Villa Torlonia, «a denti stretti non protestò, se ne andò senza dire una parola, per cui potemmo dare il ‘nulla osta’ al film».

**“Ossessione” demolisce la retorica populista del fascismo e descrive per la prima volta con crudo realismo** il paesaggio della campagna italiana. Racconta un Paese dove la fame, la fatica del lavoro contadino, i delitti, le ingiustizie e la miseria esistevano anche se** non trovavano spazio nei cinegiornali e nel cinema dell’epoca**, interessati a comunicare agli spettatori una rappresentazione edulcorata e artificiale dell’esistenza.

**Ribalta tutti gli stereotipi esistenti sulla famiglia**, sul mondo contadino, sul popolo e sul sesso, offrendo così una visione inedita della società italiana.

**Quando nel maggio del 1943 il film arriva nelle sale cinematografiche**, la passione amorosa extraconiugale tra Gino e Giovanna viene vista come un attacco alle norme della decenza e alla sacralità della famiglia, una squallida imitazione del cinema realista francese, un segno di trasgressione politica.

**A tali accuse il giovane Enzo Biagi ribatte sulle pagine del giornale “L’Assalto”**, scrivendo che il film «non è immorale perché la vita è molto più vera di quanto “Ossessione” ci mostri». Intanto, dietro le pressioni delle autorità politiche e religiose, la pellicola subiva tagli maldestri e in molte città veniva ritirata dalle sale di proiezione.

A Roma, invece, nell’anteprima al cinema Arcobaleno del 16 maggio 1943, il carismatico regista Alessandro Blasetti aveva capito che Visconti era una personalità complessa e dotata di talento che apriva la via al rinnovamento del cinema italiano.

di *Lorenzo Catania*
