---
title: “Miss January”, il dipinto dei record dell’artista sudafricana Marlene Dumas
description: “Miss January”, il dipinto dell’artista sudafricana Marlene Dumas, è il più prezioso mai realizzato da mano femminile vivente
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/Miss-January-1024x639.jpg
date: 2025-05-23
author: Francesco Gottardi
url: https://laragione.eu/life/cultura/miss-january-il-capolavoro-dell-artista-sudafricana-marlene-dumas/
categories: [Cultura]
tags: [Arte]
---

# “Miss January”, il dipinto dei record dell’artista sudafricana Marlene Dumas

![Miss January](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/Miss-January-1024x639.jpg)

“Miss January”, il dipinto dell’artista sudafricana Marlene Dumas, è il più prezioso mai realizzato da mano femminile vivente. Battuto all’asta per 13,6 milioni di dollari

Una donna fiera in piedi. Pesantemente truccata, bionda su sfondo nero e nuda dalla vita in giù (tranne che per un calzino fucsia al piede sinistro). **Così si presenta “Miss January”, il capolavoro dell’artista sudafricana Marlene Dumas. E da oggi anche il dipinto più prezioso mai realizzato da mano femminile vivente. È stato battuto all’asta per 13,6 milioni di dollari. Nel corso di un evento di** [Christie’s](https://www.christies.com/) **a** [New York](https://laragione.eu/esteri/new-york-in-tribunale-un-uomo-si-fa-rappresentare-da-un-avvocato-creato-con-lintelligenza-artificiale-ira-della-giudice-il-video/)**.** Una cifra vertiginosa anche per il mercato dell’[arte](https://laragione.eu/life/cultura/i-5-capolavori-della-storia-dellarte-per-dire-no-alla-guerra/), che tuttavia – già nei giorni precedenti all’affare – era pronto a scommettere sulla vendita *record*.

**Ad aggiudicarsi il quadro, custodito negli ultimi vent’anni da una coppia di collezionisti di Miami, è stata la vice presidente della medesima società londinese. Per conto di un cliente privato.** «Quest’opera rappresenta l’assoluta padronanza del corpo della donna. Liberandolo da un’annosa soggezione e rovesciando i concetti normalizzati del nudo attraverso la lente maschiocentrica della storia» è stato il commento tecnico da Manhattan. Mentre la prorompente *miss*, squarciando la tela, mangia il suo fruitore con lo sguardo.

**Certo, la fama fa la sostanza e Dumas è annoverata dalla critica fra le più influenti pittrici del nostro tempo.** Ma questo dipinto a olio, datato 1997, ha dei particolari connotati di eccentricità. Potente, monumentale (280 x 100 cm), pennellate alla [Munch](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/ventanni-fa-il-secondo-furto-dellurlo-di-munch/) e lascivia da Giuditta klimtiana rivisitata in chiave *pop* (a qualcuno potrebbe ricordare [Raffaella Carrà](https://laragione.eu/evidenza/raffaella-carra-un-icona-coraggiosa-e-straordinaria/)).

«L’arte è davvero qualcosa che si impara stando in mezzo alla gente» **ha spiegato a più riprese l’autrice. Nativa di Città del Capo ma professionalmente sbocciata nei Paesi Bassi.** «Sono del parere che dipingere vuol dire esplorare le proprie paure. Ma può anche essere un percorso meraviglioso: uno dei *leitmotiv* dei miei lavori è l’ambiguità». Affrontata lungo un’ampia gamma di tematiche foriere di dibattito: dall’etnicità all’erotismo, dall’infanzia alla maternità passando per tutte le frontiere del corpo. La stessa “Miss January” – con il suo sesso al centro della tela – provoca, alla ricerca di una dialettica perturbante e rivolta all’introspezione.

**Il secondo quadro più quotato del repertorio di Dumas** – “**The Visitor**” del 1995 – raffigura invece una schiera di prostitute rivolte di schiena, in discreta attesa. E non a caso era stato venduto a meno della metà.

**L’asta dei primati viene dunque accolta con l’aura del riscatto di genere. In un certo senso a ragione. Eppure i 13,6 milioni di dollari battuti da Christie’s non sono che un’inezia rispetto alle più redditizie controparti maschili.** Nel corso del medesimo evento il trittico “**Baby Boom**” di **Jean-Michel Basquiat** ha fruttato 23,4 milioni. Mentre il *record* ufficiale fatto registrare da un artista risale al 2019. Quando “**Rabbit**” – tre statue gemelle in acciaio inossidabile, scolpite dall’americano **Jeff Koons** – toccò quota 90,3 milioni (in assoluto si dice che “**Flag**”, encausto di **Jasper Johns**, abbia raggiunto perfino i 110 milioni in occasione di una vendita privata).

**L’acclamata tela di Dumas non figurerebbe nemmeno tra i primi cinquanta. Sintomo di un** *[gender gap](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/colmare-il-gender-gap-una-nuova-forma-di-autopromozione/)* **tuttora evidente, anche nel mondo dell’arte contemporanea.** Stando a “[Forbes](https://www.forbes.com/)”, tra il 2008 e il 2019 le opere femminili ammontavano soltanto al 2% delle vendite globali (4 miliardi di dollari su un totale di 196,6 miliardi). **E se la firma di un uomo su un quadro ne aumenta il valore, inquietante scoperta di uno studio di settore pubblicato su “**[Oxford Academic](https://academic.oup.com/)**”, a una donna in media conviene non firmarlo.** La mano sarà anche invisibile, ma il nome si legge benissimo. Non c’è “Miss January” che tenga, per ora.

di *Francesco Gottardi*
