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title: Nostalgia Festivalbar
description: Cosa è rimasto del Festivalbar? Tra simbolismi, petizioni per il suo ritorno e sketch discutibili, resta un carrozzone che manca a tutti
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date: 2023-08-10
author: Raffaela Mercurio
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categories: [Cultura]
tags: [Evidenza, musica, televisione]
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# Nostalgia Festivalbar

![Nostalgia Festivalbar](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/08/Evidenza-sito-1-5.jpg)

Cosa è rimasto del Festivalbar? Tra simbolismi, petizioni per il suo ritorno e sketch discutibili, resta un carrozzone che manca proprio a tutti

Stash dei The Kolors, con la sua *hit* estiva 2023 “Italodisco”, la tocca pianissimo: «Festivalbar con la cassa dritta»: l’ennesima prova del fatto che **quel maxi-prodotto televisivo chiamato Festivalbar manca a tutti, proprio a tutti**. E le repliche, trasmesse a ripetizione da Mediaset, non bastano a placare quei nostalgici che ne implorano a gran voce un ritorno.

L’anno scorso il giornalista Andrea Conti ha provato a svelare in parte il mistero: «**C’è un problema sul *format*. Lo detiene Salvetti Jr.** e, nonostante svariati corteggiamenti negli anni da parte di radio e tv, non è disposto a cederlo. Ecco perché sono nati il Coca-Cola Summer Festival, Battiti Live e Tim Summer Hits».

**Chiuso nel 2007 con l’edizione più *flop* di sempre** – condotta da Enrico Silvestrin, Giulio Golia ed Elisabetta Canalis – l’anima del Festivalbar si è cristallizzata in tanti altri eventi tv, perlopiù vetrine per *sponsor* e marchette. Il classico programma su cui soffermarsi a malapena per 2 minuti durante lo *zapping* selvaggio.

**Quanto ci manca quel carrozzone, che ha accompagnato le estati italiane dal 1964 al 2007**. Ci manca perché trascina con sé un universo di emozioni e sensazioni perdute o che crediamo di aver perso. Un’epoca dell’innocenza il cui unico dilemma era dove spendere quella monetina al *juke-box* per ascoltare una sola volta quella canzone al Lido. Riguardare una puntata di ieri con gli occhi di oggi è un esercizio di pazienza e tenerezza. **I tempi televisivi erano lunghissimi, gli *sketch* fra i conduttori discutibili**. Lo *sponsor* non era meno invasivo di oggi ma lo si rese narrazione: Megan Gale che appariva come una dea da *testimonial* Omnitel, Rocco Casalino che recitava le offerte «chiamate e sms» con la voce tremante e Dj Angelo che faceva sentire in diretta tv le sue suonerie personalizzabili. Preistoria.

**Tutto è simbolismo, un incessante “Ti ricordi?”**. Poi la conduzione tutta femminile, quasi a rendere il maschio alfa un accessorio della beltà di Alessia Marcuzzi o Natasha Stefanenko, per citarne alcune. **Artisti internazionali, astri nascenti, meteore destinate all’oblio: tutti sullo stesso palco**, quasi sullo stesso livello, a cantare con un *playback* sfacciato e comico (impossibile dimenticare Gianluca Grignani che nell’edizione del 1995 entra in scena col microfono in tasca, senza dire una parola, mentre in sottofondo scorre la traccia del singolo “*Falco a metà”**).*

Delle persone vediamo volti e occhi, nessuna fotocamera accesa sul cellulare, che tanto all’epoca non sarebbe stato in grado di riprendere niente. **C’era una grande eccitazione per quel momento tv estivo** perché, d’altro canto, era l’unico. L’unico in cui cantare, commentare canzoni, litigare perché «La *compilation* blu è sempre la migliore!», «Ma va, nella rossa ci sono le più divertenti».

Sono intere estati che sul *web* non si parla d’altro, con gruppi che avanzano addirittura petizioni economiche per un suo ritorno. **Non sarebbe mai la stessa cosa, lo sappiamo tutti, ma siamo un popolo di nostalgici**. E l’estate è la stagione perfetta per noi.

*di Raffaela Mercurio*

 
