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Quel che resta fra passione e ragione

Questo è uno degli articoli dell’inserto speciale di sabato 2 luglio, interamente dedicato a uno degli ingredienti irrinunciabili della vita: la passione.

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La passione concima la ragione e la ragione realizza la passione. Senza passione e ragione nulla di importante può essere realizzato.

Quel che rende ricca la vita sono le passioni e i fallimenti. I successi bruciano in fretta, sono fortunatamente passeggeri. I fallimenti non devono mai spegnere la passione ma insegnare ad avere ambizioni sempre più alte, spingendo a un impegno sempre più serio e profondo. L’impossibile non esiste, semmai gli errori che si commettono nel perseguire gli obiettivi che ci si è dati.

Tomasi di Lampedusa e i suoi due cugini Piccolo di Calanovella si sfidarono giocosamente a chi dei tre avrebbe avuto più successo, inseguendo la propria passione. Allora vinse il cugino poeta. L’autore de “Il Gattopardo” non solo non sentì mai l’applauso dei suoi lettori ma neanche li ebbe, in vita, perché nessun editore era disposto a pubblicarlo.

Noi, oggi, non avremmo dubbi su a chi assegnare il premio. Ed è questo il bello: la sua passione, che splende in ogni pagina di quel romanzo profondo e affascinante, non prendeva corpo per il successo ma per soddisfare sé stessa. È così che nasce il capolavoro: dalla consapevolezza di sé e dal non fermarsi davanti ai rifiuti, alle sconfitte. E dire che il protagonista, il principe di Salina, era a sua volta un vincente sconfitto, consapevole della storia, consapevole del mondo ma anche consapevole del proprio valore.

Dalle cose della nostra vita privata, erroneamente pensate “piccole”, a quelle della vita collettiva, talora infondatamente definite “grandi”, la passione profusa misura i propri effetti nel tempo, in quel che rimane, in ciò che è stata capace di cambiare per altri o per tutti. Che sia riconosciuto, tutto sommato, è un dettaglio non decisivo.

Chi è animato dalla passione ha un grande privilegio: ogni mattina affronta la giornata con entusiasmo e ogni sera la chiude con una montagna di cose che restano da fare. Tutti i lavori, tutti gli impegni hanno una consistente quota di routine, di adempimenti che spezzano le gambe a chi dimentica il perché gli sono piovuti addosso.

La vita di chi fa poco e senza passione è assai più faticosa e logorante di chi la affronta alla garibaldina, chiedendo sempre di più a sé stesso e mettendo gli altri nella condizione di dare sempre di più. I passatempi possono essere un’utile e divertente distrazione, ma il tempo passa anche senza che noi ci s’industri a ingannarlo.

Chi vive con passione guarda indietro e trova un passato denso di cose fatte, guarda avanti e teme che il tempo non basti. Chi non ha passione vede poco in quel che è stato e avanti naufraga nell’infinito. Escludendo che sia Giacomo Leopardi.

 

di Davide Giacalone

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