---
title: Pink Noise, l’hub che unisce impresa e creatività nel cuore di Mantova
description: Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Matteo Brognoli, cofondatore di Pink Noise, un innovativo hub culturale nato a Mantova
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/10/UNA-FOTO-615-1024x639.jpg
date: 2025-10-18
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/cultura/pink-noise-lhub-che-unisce-impresa-e-creativita-nel-cuore-di-mantova/
categories: [Cultura]
tags: [cultura, spettacoli]
---

# Pink Noise, l’hub che unisce impresa e creatività nel cuore di Mantova

![Pink Noise](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/10/UNA-FOTO-615-1024x639.jpg)

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Matteo Brognoli, cofondatore di Pink Noise, un innovativo hub culturale nato a Mantova

**A Mantova, in Strada Stazione Frassino 3/5, ha aperto le porte Pink Noise, un innovativo hub di produzione multimediale dedicato a fotografia, musica, video ed eventi.**
Nato dalla **riqualificazione di un’ex riseria** con un approccio sostenibile, il progetto unisce **creatività, tecnologia e rigenerazione urbana**, diventando un nuovo punto di riferimento per artisti, aziende e professionisti della comunicazione.

L’inaugurazione, lo scorso **venerdì 26 settembre**, ha visto la partecipazione di **Omar Pedrini** come special guest, che ha sottolineato l’importanza di spazi culturali come questo per stimolare **innovazione, collaborazione e crescita artistica**.

Di tutto questo abbiamo parlato con **Matteo Brognoli**, ideatore e fondatore del progetto insieme a **Tanya Lytvynenko**, che ci ha raccontato la nascita di Pink Noise, la sua missione e la visione più ampia da cui prende vita.

**Prima di tutto, vorrei chiederti come nasce l’idea di questo spazio. Mi sono informato al di là del materiale che mi è stato inviato, e devo dire che mi sembra un progetto davvero interessante. Sono stato un paio di volte a Mantova, ma non conoscevo una realtà di questo tipo.**

L’idea nasce da un progetto più ampio che sto portando avanti insieme a Tania: la costruzione di un centro dedicato alla cultura, allo spettacolo e al business nel cuore di Mantova, affacciato sul vecchio porto. Abbiamo acquisito un terreno di circa 12.000 metri quadrati e il progetto prevede un teatro da 2.000 posti, una galleria d’arte, un bistrot, accademie e residenze artistiche.
Per promuovere questo futuro centro e, al tempo stesso, creare uno spazio operativo già funzionante, è nata Pink Noise, un centro multimediale di produzione audio, video, foto ed eventi. È un progetto propedeutico ad “Artes”, ma anche indipendente, pensato per artisti e aziende.

**Quindi possiamo dire che Pink Noise è una sorta di “costola” del progetto più grande?**

Esattamente. Il progetto principale ha subito qualche ritardo dovuto alla burocrazia e ai vincoli delle soprintendenze, essendo in centro storico. Speriamo di ottenere il permesso a costruire entro la fine dell’anno.Nel frattempo abbiamo ristrutturato un edificio industriale, una vecchia pizzeria in un quartiere nato negli anni ’50 per accogliere gli operai delle raffinerie e delle fabbriche metalmeccaniche.
Oggi abbiamo uno spazio di circa 2.000 metri quadrati, completamente rigenerato, con uffici, sale posa, green screen, studi di registrazione e una zona eventi che affittiamo ad aziende, ma che usiamo anche per le nostre rassegne del venerdì sera: jazz, stand-up comedy e altri spettacoli fino ad aprile.

**Mi pare di capire che Pink Noise vada a colmare un vuoto in città, offrendo spazi e servizi che prima non c’erano. Mi ha colpito molto la varietà: dalle sale d’incisione ai coworking, fino ai set per la produzione video. Tutto sembra dialogare con la contemporaneità, tra arte, comunicazione e business.**

È così. Il progetto è articolato, ma ha un comune denominatore: mettere in relazione il mondo della creatività con quello delle imprese. Nasce tutto dal progetto “Artes”, che è molto ambizioso e dovrà attrarre persone e aziende anche da fuori Mantova. Pink Noise è quindi una sorta di laboratorio permanente, con la stessa filosofia: un luogo dove convivono arte, innovazione e impresa.

**Quindi si può dire che Pink Noise è un “assaggio” del grande progetto Artes, una specie di teaser di ciò che verrà?**

Sì, esatto. È un concentrato di tutto ciò che realizzeremo in scala più grande con Artes. E intanto funziona in modo autonomo, creando una rete di contatti, attività e collaborazioni.

**Immagino che oltre agli spazi, offriate anche servizi a 360 gradi per artisti e aziende.**

Sì. Durante gli eventi del venerdì abbiamo anche un bar e una cucina, in modo che il pubblico possa cenare o intrattenersi. Tutti i servizi interni - produzione audio, video, fotografia, sound design, logo sonori, sonorizzazioni - sono disponibili anche per esterni.
Per esempio, qualche settimana fa abbiamo ospitato una residenza artistica con un pianista che stava preparando una tournée europea: ha fatto prove, registrazioni, shooting e video. Il venerdì sera ha tenuto anche la data zero del tour. Lo stesso vale per le aziende, per le quali realizziamo contenuti multimediali e comunicazione integrata.

**Molto interessante. Leggevo anche dell’open mic, pensato per dare spazio agli artisti emergenti. Un’esigenza forte in Italia, dove spesso mancano luoghi per farsi conoscere.**

Collaboriamo con una società di produzione musicale mantovana che lavora con artisti emergenti - circa settanta ragazzi sotto contratto - e sviluppa progetti di developing in collaborazione con realtà come *X Factor*. Noi mettiamo a disposizione gli spazi per le loro serate open mic, ma anche i servizi di promozione, foto e video, per aiutarli nel percorso di crescita.

**Com’è andata la serata inaugurale con Omar Pedrini?**

Molto bene. La direzione artistica era affidata a Laccio, coreografo e direttore artistico di *X Factor*, che ha portato la sua compagnia di danza.
Abbiamo presentato anche un estratto di un musical che ho scritto e che porteremo nei teatri il prossimo anno. Ospite speciale Omar Pedrini, che ha tenuto un intervento molto emozionante e motivazionale.
C’erano circa 250 invitati, tra imprenditori, artisti e professionisti del settore. Il giorno dopo abbiamo organizzato un open day con open mic e una mostra d’arte realizzata dai ragazzi del Liceo Artistico di Mantova, con opere recuperate dai magazzini e reinterpretate con una tecnica su blue jeans. Il titolo era "*Eros*", e meritava davvero di essere vista.

**Quello che mi colpisce è la vostra attenzione non solo all’aspetto artistico e imprenditoriale, ma anche a quello sociale e rigenerativo. Avete ridato vita a uno spazio che rischiava di restare abbandonato, trasformandolo in un motore culturale per la città.**

Sì, ci teniamo molto a questo aspetto. È un progetto di rigenerazione urbana e culturale: abbiamo voluto valorizzare un luogo che aveva perso la sua funzione originaria, ridandogli nuova vita.
Mantova è una città con un grande potenziale, e crediamo che investire nella cultura e nei giovani sia la chiave per farla crescere.
