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title: Sebastião Salgado, i suoi occhi sul mondo
description: "Sebastião Salgado ritorna a Milano con la mostra \"Amazzonia\". Sette anni di lavoro per documentare la 'preistoria dell'umanità'"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Evidenza-sito-2-5.jpg
date: 2023-03-07
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/life/cultura/sebastiao-salgado-i-suoi-occhi-sul-mondo/
categories: [Cultura]
tags: [Evidenza, fotografia, il personaggio]
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# Sebastião Salgado, i suoi occhi sul mondo

![Sebastião Salgado, i suoi occhi sul mondo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Evidenza-sito-2-5.jpg)

Sette anni di lavoro e oltre 200 fotografie per documentare la 'preistoria dell'umanità' con la mostra "Amazzonia"

Sebastião Salgado ha l’umanità negli occhi, la stessa immediatamente percepibile nelle sue fotografie: dirette, profondamente sue, dalle tematiche drammaticamente nostre.

**Ritorna a Milano** – «La città che ha dato sempre molto spazio al mio lavoro» – **per ricevere il sigillo della città e presentare la mostra “Amazônia”, dal 12 maggio alla Fabbrica del Vapore**. Oltre 200 fotografie raccolte in 7 anni di lavoro, dedicate all’incredibile ricchezza della foresta amazzonica e dei popoli che la abitano. Accanto a lui, come è sempre stato, la sua fedele **moglie e collaboratrice Lélia Wanick Salgado**. Un lavoro confluito anche nel progetto editoriale “Amazonia touch”, con fotografie tattili che permetteranno anche ai non vedenti di toccare con mano la bellezza e la fragilità del “polmone del pianeta”. «**L’Amazzonia rappresenta la preistoria dell’umanità**. Ci sono 102 comunità che non hanno mai avuto contatti con il mondo esterno» spiega Salgado. «Affinché la vita e la natura possano sottrarsi a ulteriori episodi di distruzione e depredazione, spetta a ogni singolo essere umano del pianeta prendere parte alla sua tutela».

Per chiunque abbia fatto la storia di quest’arte, la macchina fotografica rappresenta qualcosa: un’arma, un faro nel buio. Per Salgado è senza dubbio **un megafono, utilizzato per raccontare ciò che non può essere visto o la sostanza che si cela dietro la forma.** Da sempre, da quando nel 1973 smise i panni dell’economista lasciando il suo lavoro a Parigi presso l’Organizzazione mondiale del Caffè (Ico) per intraprendere il mestiere del fotoreporter umanista, documentando l’Africa e le disperate condizioni climatiche nel Sahel. La **triade ambiente, cultura locale e arte fotografica** diventeranno il suo marchio di fabbrica e lo sono tuttora.

**Ci vuole coerenza per lavorare come Salgado**. Uno che non si è mai nascosto dietro la bellezza inattaccabile dei suoi scatti e che con l’uso magistrale delle luci ha regalato alla disperazione le connotazioni della poesia. Sempre o quasi in bianco e nero: per eliminare il superfluo, concentrandosi sull’essenziale dualismo fra il bene e il male. **Ci vuole coraggio per addentrarsi in Amazzonia**, un’area più estesa dell’intera Unione europea, abitata da popolazioni indigene dissociate dal tempo che scorre, chiuse in quel mondo verde deturpato dal progresso e dalla politica. «**Molti pensano che il presidente Bolsonaro sia stato l’artefice della distruzione amazzonica**. Certo, lui ha contribuito in misura vistosa, ma si tratta di un processo iniziato tempo fa. Abbiamo il dovere di prendere una posizione. Abbiamo il dovere di porre l’attenzione sul tema e proteggere l’intero ecosistema globale».

**Nella lingua portoghese *salgado* significa salat**o. È per tale ragione che il regista Wim Wenders scelse per il documentario del 2014 a lui dedicato il titolo **“Il sale della Terra”**. Un’esperienza estetica che ancora oggi colpisce al petto per la sua potenza innocente, per aver raccontato le avventure e l’intensa passione dell’artista degli ultimi, sempre con la macchina fotografica al collo. Analogica, finché ha potuto. Il *salgado* della Terra ha dato sapore e risonanza alle cose che accadono nel mondo e che meritano di essere viste. Ha saputo interpretare correttamente il pensiero contemporaneo del “Se non ti vedo non esisti”. **Osservare il mondo attraverso i suoi occhi**, condividendone le battaglie umane e ambientali, **è un’esperienza irrinunciabile**.

«Spero che quante più persone possibili vengano alla mostra ed entrino con me in Amazzonia, raccontino a tutti di esserci stati e di voler fare di tutto per ritornarci».

*di Raffaela Mercurio*

 
