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title: Storia del juke-box, da divertimento a oggetto di culto
description: Oggi è difficile che si veda in giro ma forse, da qualche parte, ci sarà sempre un juke-box che suona, per davvero o nella memoria
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date: 2023-11-28
modified: 2023-11-30
author: Stefano Faina
url: https://laragione.eu/life/cultura/storia-del-juke-box-da-divertimento-a-oggetto-di-culto/
categories: [Cultura]
tags: [Evidenza, musica]
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# Storia del juke-box, da divertimento a oggetto di culto

![juke-box](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-sito-718.jpg)

Oggi è difficile che si veda in giro ma forse, da qualche parte, ci sarà sempre un *juke-box* che suona

**Quando sono nato sembravo un armadio ma in realtà era ciò che contenevo a fare la differenza.** E non sto parlando del meccanismo fatto di bracci meccanici, casseforti e sistemi di selezione. No, mi riferisco proprio alle emozioni che riuscivo a suscitare. **Bastava una moneta per far scattare la magia**. Un quarto di dollaro e diventavo il re della festa, con la gente che si scatenava e ballava intorno a me. Non sono sempre stato fortunato, però. **Quando iniziai ad acquisire un minimo di popolarità era il 1927.** Poi arrivò la Grande Depressione e nessuno aveva più voglia di divertirsi. Negli anni Trenta tornai in auge alla grande: pensate che nel 1936 eravamo in quarantamila lungo tutti gli Stati Uniti e c’era la corsa – da parte dei gestori dei locali – per avere uno come me. Poi c’è stata la guerra, chi mi assemblava fu costretto a produrre materiale bellico, così finii nuovamente in soffitta.

**Ma poi ecco gli anni Cinquanta. Il mondo rialza la testa e divento inaspettatamente il simbolo della rinascita. Sono ovunque, non solo in America**. Inizio a diventare famoso dappertutto. Al punto che cercano di vestirmi sempre meglio, più colorato, con le luci e tutto il resto. **È il mio momento d’oro, non c’è che dire**: **mentre suono i dischi che ho al mio interno, vedo davanti a me gente che balla e si diverte**, qualcuno che si innamora, qualche altro che si ferma a ricordare il passato, altri ancora che invece guardano al futuro. Intanto ho un ruolo fondamentale nel successo di parecchi artisti. **Come quel ragazzo di Tupelo, un certo Elvis,** le cui canzoni – anche grazie a me – arrivano a tutti. **Non conosco le stagioni perché in inverno animo le serate nei locali e d’estate diffondo la mia musica sulle spiagge.** Insomma, tra i simboli di quei favolosi anni a cavallo fra due decenni io ci sono a pieno titolo. Finisco spesso nei testi delle canzoni, al cinema e in tv sono poi una celebrità. **In “Happy Days” soltanto Fonzie riesce a farmi funzionare – con un colpo leggero ma ben assestato – quando mi blocco**. Mentre alcuni registi mi piazzano addirittura nei titoli dei loro film. Insomma, va tutto alla grande. Ma anche le storie più belle hanno una fine.

**La mia arriva fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta**, quando il disco in vinile inizia a passare di moda e in più la gente cambia il modo di socializzare. Comincia però una nuova fase della mia vita: **divento un oggetto di modernariato e scopro che c’è gente capace di sborsare cifre astronomiche pur di avere in casa uno come me**. Semplicemente per ciò che rappresento. Insomma, la fine della mia popolarità è l’inizio del mio mito. Ma ciò che mi rende più orgoglioso è che ho comunque attraversato la vita di intere generazioni diventando parte del loro bagaglio. Magari per un fugace istante, ma c’ero. **Oggi è difficile che mi si veda in giro ma forse, da qualche parte, ci sarà sempre un *juke-box* che suona.** O che continua a farlo nei ricordi di ognuno di voi.

di *Stefano Faina e Silvio Napolitano*
