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Lasciamoci affascinare da storie di passione di ieri e di oggi

Questo è uno degli articoli dell’inserto speciale di sabato 2 luglio, interamente dedicato a uno degli ingredienti irrinunciabili della vita: la passione.

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Una donna decide di non sedersi nelle ultime file di un autobus e con la sola forza della passione per i diritti inalienabili della persona – di tutte le persone – contribuisce a cambiare la storia di un intero Paese. Si chiamava Rosa Parks.

Un bambino palleggia con un pallone spelacchiato su un campo di polvere di una delle tante ‘ville’ (in Brasile sarebbero le favelas) di Buenos Aires. Palleggiando arriverà ad avere il mondo fra i suoi piedi e a buttarlo via. Unico e inimitabile perché, spenti i riflettori, la sua vera passione era tutta lì, in quella palla. Si chiamava Diego Armando Maradona.

Un uomo rivoluzionerà il cinema, scrivendo pagine di inarrivabile bellezza e poesia, senza mai perdere la leggerezza e la passione bruciante per la vita. Rimettendoci tanto, quasi tutto, ma sempre da gran signore. Si chiamava Vittorio De Sica.

Tre storie appena accennate, che più diverse fra di loro non potrebbero essere, unite solo da quella molla che sa trasformare le donne e gli uomini in qualcosa di più grande. È la passione a portarci lì dove non avremmo mai immaginato di poter osare, a darci la forza e la convinzione di un destino meno scontato.

Fateci caso, i grandi sono sempre appassionati – quasi felicemente consumati – dai loro scopi, dalla consapevolezza che se si sceglie di inseguire la grandezza non si potrà mai essere una persona banale. In qualche misura, una dolce condanna: perché la passione non è comoda, la passione non è un rifugio, la passione non rende le cose più facili, le fa più belle. Una differenza da cogliere, per spingersi a cercare in quello che si fa anche la bellezza del gesto e della parola, che da sempre muove il mondo e le persone.

Pensate ai massimi interpreti del Rinascimento a Firenze, il momento più alto del genio umano concentrato in pochi chilometri quadrati, un fenomeno pari solo a quanto avvenuto nel secolo d’oro di Atene. Se si ha la forza di far uscire Leonardo, Michelangelo e tanti altri dai libri di storia, di spogliarli di secoli di sovrastrutture e di pomposi omaggi, la loro incredibile avventura, l’arte e l’ingegno esplodono in una spettacolare e appassionata umanità. Erano sanguigni, difficili, allegri e vitalissimi, non di rado iracondi e invidiosi. Amavano e detestavano con energia assoluta. Erano come noi (genio a parte, si intende), ma spinti a superare ogni limite conosciuto da passioni totalizzanti.

Lasciamoci affascinare, ricordiamo ciò che è stato per guardare avanti. Sempre più avanti. È il senso di questo numero speciale de “La Ragione”, ispirato dal tema della convention di Orlean Invest Holding e pensato per tutti i lettori.

Un viaggio lungo le mille strade dell’ingegno umano alimentato dalla passione. Perché senza e rinunciando alla curiosità, allo studio di chi ci ha preceduto, all’attenzione agli altri, al coraggio di provare e riprovare, resterebbe solo il grigio e noi abbiamo scelto di raccontare il mondo a colori.

 

di Fulvio Giuliani

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