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title: Trans Trans
description: "Il lungo e tortuoso percorso per cambiare sesso a cui si aggiunge un nuovo tassello: la proposta di poter cambiare anche razza."
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date: 2022-12-02
author: Luca Ricolfi
url: https://laragione.eu/life/cultura/trans-trans/
categories: [Cultura]
tags: [cultura, Evidenza, Sesso]
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# Trans Trans

![Trans Trans](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Evidenza-sito-1-2.jpg)

Il lungo e tortuoso percorso per cambiare sesso ha una storia, anche legislativa, ancora in fase di definizione. Ma oggi, nell'epoca del follemente corretto, si aggiunge un nuovo tassello: la proposta di poter cambiare anche razza.

Che si possa** cambiare sesso è una eventualità ormai entrata nel senso comune**, ma il percorso è stato lungo e non si è ancora concluso. Con la** legge 164 del 1982 **la riassegnazione del sesso sulla carta di identità comportava necessariamente un intervento chirurgico. Con il **decreto legislativo 150 del 2011** le cose cambiano drasticamente: si può ottenere una modificazione del proprio *status* anagrafico anche senza intervento chirurgico, l’essenziale è convincere il giudice dell’esistenza di una condizione di “disforia di genere” e della serietà (e irreversibilità) della propria scelta.

Oggi le organizzazioni che promuovono i diritti delle persone trans chiedono molto di più: quel che molti vorrebbero è **il cosiddetto *self-id*, ossia la possibilità di scegliere il proprio genere in modo completamente libero**, senza alcun intervento di medici, psicologi, giudici.

**La questione è delicata perché alla condizione di maschio o femmina sono associati diritti e prerogative differenti**. Un maschio, ad esempio, non può accedere a bagni, spogliatoi, reparti carcerari, associazioni, competizioni (sportive e non) riservati alle donne. Simmetricamente, una donna non può partecipare ad associazioni, gare e reclutamenti riservati agli uomini. Il problema che si pone, quindi, è se il cambio di sesso/genere comporti una riallocazione automatica e completa di diritti, prerogative e corrispondenti divieti. E, soprattutto, se sia il singolo l’unico arbitro che può decidere del proprio sesso/genere – secondo la filosofia del *self-id* – o sia invece necessaria l’approvazione di altri soggetti individuali e istituzionali (genitori, medici, psicologi, giudici). E, infine, **se debbano essere sanzionati quanti si rifiutano di accettare autoidentificazioni di genere soggettive, non sancite dalla legge** (ad esempio l’insegnante che continua a usare pronomi maschili verso un allievo che si autoidentifica come femmina).

**Le organizzazioni che promuovono i diritti Lgbt tendono ad asserire che la scelta del sesso/genere debba essere individuale, completamente libera**, rispettata e riconosciuta da tutti. Non hanno però messo in conto che la medesima pretesa di scegliere – e far valere – la propria identità potesse essere avanzata in ambiti diversi dal genere: ad esempio quello della razza. **Dopo quello dei trans-sessuali, è venuto il tempo dei trans-razziali**.

Sono celebri negli Stati Uniti **i casi di Rachel Dolezal** (donna caucasica che per anni si è finta di colore prima di fare *outing* nel 2015), **di Korla Pandit** (musicista afroamericano che si è fatto passare per indiano)** o della professoressa Jessika Crug** (figlia di genitori bianchi, che per tutta la vita lavorativa ha fatto credere di essere di colore). Ma i casi più interessanti sono quelli di coloro che, anziché all’inganno, sono ricorsi alla medicina e alla chirurgia per modificare effettivamente il proprio corpo. **Martina Big, donna tedesca bianca, è ricorsa a iniezioni di melanina per diventare nera**. Oli London, ragazzo bianco inglese, si è sottoposto a 18 (diciotto) interventi chirurgici per diventare come un coreano (più esattamente, per somigliare alla *popstar* coreana Jimin dei Bts).

Il fenomeno sarebbe rimasto poco più che una curiosità folkloristica se non avesse attirato l’attenzione delle accademiche femministe. **Tutto parte da un provocatorio saggio del 2017 in cui la giovane docente di filosofia Rebecca Tuvel sostiene che**, così come ammettiamo la possibilità di cambiare genere, **per coerenza dovremmo ammettere quella di cambiare razza**. Fra i due tipi di transizione, infatti, non sussistono differenze tali da autorizzarne una e negarne l’altra. La filosofa non aveva però previsto che la sua difesa del transrazzialismo possa portare da tutt’altra parte.

I paradossi connessi alla scelta soggettiva della razza (un bianco che diventa nero può godere dei diritti riservati ai neri?) – anziché ampliare gli ambiti della autodeterminazione – hanno finito per accendere un faro sull’assurdità di ogni autoidentificazione, di genere o razza che sia. **Da qui una pioggia di contumelie a Rebecca Tuvel e il contrordine: cambiare razza non si può, solo il genere può essere cambiato**. La *lobby* Lgbt è e deve restare un *club* esclusivo.

 

*di Luca Ricolfi*

 
