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title: Uffizi-Jean Paul Gaultier, l’arte ad uso del business
description: Jean Paul Gaultier utilizza l’immagine della Venere di Botticelli per farne abiti e il direttore degli Uffizi le fa causa
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date: 2022-10-16
modified: 2022-10-15
author: Antonio Leo Tarasco
url: https://laragione.eu/life/cultura/uffizi-jean-paul-gaultier/
categories: [Cultura]
tags: [Arte, Evidenza]
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# Uffizi-Jean Paul Gaultier, l’arte ad uso del business

![Uffizi Jean Paul Gaultier](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-100.jpg)

Jean Paul Gaultier utilizza l’immagine della Venere di Botticelli per farne abiti e il direttore degli Uffizi le fa causa.

La *maison* di moda francese **Jean Paul Gaultier** utilizza l’immagine della** Venere di Botticelli per farne abiti e il direttore degli Uffizi le fa causa**. Cosa c’è che non va? Tante cose.

**Riproduzioni delle immagini di beni culturali a scopo di lucro vengono quotidianamente eseguite nell’indifferenza generale.** I soggetti che custodiscono quei tesori non reclamano alcunché, non presentano il conto, non pretendono compartecipazione ai corrispettivi delle aziende. **E così da decenni tutti coloro che vogliono usare immagini di beni culturali per produrre i propri articoli** (come nel caso odierno di Jean Paul Gaultier) o per reclamizzare i propri prodotti, sono convinti di poterlo fare liberamente senza pagare alcun corrispettivo: **un caso di corresponsabilità omissiva** degli enti che hanno rafforzato o indotto tale convinzione.

**Ha fatto notizia la dura reazione di Eike Schmidt**, custode *pro tempore* delle collezioni **degli Uffizi**; nell’Italia dei tesori culturali dovrebbe invece **essere regola consolidata il vigilare** sugli usi materiali e immateriali dei beni culturali, **vietare ciò che non è conforme alla loro dignità e pretendere il pagamento di corrispettivi proporzionati** agli utili incassati grazie alle riproduzioni delle loro immagini. **Accade così che le aziende ‘prendano’ senza aver prima chiesto alcun permesso**, che le anime belle (dirigenti pubblici, archeologi e aspiranti *opinion leader*) invoglino queste rapine al grido «**Patrimonio culturale *gratis* per tutti** e per tutto!» e che** le amministrazioni pubbliche che gestiscono quei beni assistano passive e prive di competenza tecnica** rispetto agli usi commerciali non autorizzati. È l’eterna storia dei beni pubblici che tutti usano (anche a scopo di lucro) ma per i quali nessuno vuole pagare: **dai beni culturali alle concessioni balneari**, la logica è sempre la stessa. **Più il bene è comune e più resta indifeso.**

**Per questo occorre istituire un’Agenzia per la valorizzazione economica del patrimonio culturale**. **Mentre la Siae protegge i diritti di proprietà intellettuale privata**, manca tuttora un’organizzazione *ad hoc* che tuteli economicamente la proprietà culturale pubblica. **Per tutto il Novecento si è pensato di salvaguardare i beni culturali**. L’obiettivo può dirsi raggiunto. Ora vanno valorizzati economicamente, per evitare vere e proprie rapine da parte delle aziende e anche per contribuire al riequilibrio dei conti pubblici.

di *Antonio Leo Tarasco*
