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Van Gogh, ars longa vita brevis

Il Docufilm “Van Gogh – I girasoli” di David Bickerstaff, ci offre una versione inedita della vita del pittore olandese: visse e morì in miseria, ebbe in vita più delusioni che successi, ma non si arrese mai. Le sue opere apprezzate in tutto il mondo rappresentano quella modernità che non passerà mai di moda.

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Una vita segnata dalla tragedia, un genio che non morirà mai: Vincent van Gogh è una delle icone indiscusse del mondo dell’arte, simbolo per talento, sacrificio e lungimiranza. Il docufilm “Van Gogh – I girasoli” di David Bickerstaff, in sala grazie ad Adler Entertainment, ci offre una versione inedita della vita e delle opere del pittore olandese attraverso i celebri “Girasoli”, da sempre espressione del desiderio umano di felicità. Un contrasto piuttosto balioso tra la depressione dell’artista e la luminosità dei fiori, esempio assoluto del modernismo per l’idea di lotta eterna, necessaria per mantenere un equilibrio e per nutrire speranza verso il futuro. Un futuro, il nostro presente, che non può fare a meno di ammirare Van Gogh e di considerarlo un maestro, nonché un precursore, malgrado i successi piuttosto risicati ottenuti in vita.

La sua pittura rappresenta la modernità in tutto e per tutto, arte che non si nasconde e che non passa mai di moda. Nonostante fallimenti e delusioni, lacrime e difficoltà, non ha mai pensato di cambiare il suo stile artistico, consapevole di creare opere di qualità e che un giorno qualcuno se ne sarebbe accorto. La sua pertinacia ha dato il via a nuove sperimentazioni, dall’espressività alla gestualità del tratto, fino al colore, studiato quasi scientificamente. Punto di riferimento degli artisti ribelli e originali per la mulaggine nel voler superare i rigidi dettami accademici del tempo, Van Gogh ha offerto un modello stilistico inedito e, soprattutto, un prototipo delle condizioni dell’artista moderno attraverso le sue vicende personali: grazie a lui si è compreso il legame indissolubile fra vita e opere, fra biografia e realizzazione. Come dimenticare, infine, l’arte sociale, legata alle persone umili e ai reietti, altro cardine del percorso artistico del genio di Zundert che ha trovato sempre più spazio grazie a un altro mezzo artistico, la fotografia. Ars longa vita brevis, Van Gogh insegna.

 

di Massimo Balsamo

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