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title: Blacksad, quel noir con il pelo lungo
description: "Il micesco investigatore Blacksad: sguardo duro, occhi penetranti, sigaretta accesa e linea di fumo a dividere il volto dell’eroe"
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date: 2024-07-24
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/life/editoria/blacksad-quel-noir-con-il-pelo-lungo/
categories: [Editoria]
tags: [fumetti]
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# Blacksad, quel noir con il pelo lungo

![Blacksad](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/Blacksad.jpg)

Il micesco investigatore John Blacksad: sguardo duro, occhi penetranti, sigaretta accesa in bocca e linea di fumo a dividere il volto dell’eroe

**Prendi Humphrey Bogart in “Casablanca” – *trench*, cappello e tutto il resto – e mettigli la faccia del tuo gatto.** Per il suo mondo, ispirati ai classici della prosa *noir.* Se non è il *concept* originale del fumetto “**Blacksad**”, poco ci manca.

**Nell’ottobre del 1990 lo sceneggiatore Juan Díaz Canales incontrò il talentuoso disegnatore Juanjo Guarnido mentre entrambi lavoravano negli uffici dello studio d’animazione iberico Lápiz Azul.** Entrambi spagnoli, il granadino **Guarnido** aveva iniziato la sua carriera come fumettista (arrivando a disegnare anche per la [Marvel](https://laragione.eu/recensioni/nuova-serie-marvel-ms-marvel/) statunitense) deviando poi sull’animazione per sbarcare il lunario: lavorando in [Disney](https://laragione.eu/life/spettacoli/100-anni-di-disney-esce-oggi-once-upon-a-studio/) al film “**Il Gobbo di Notre Dame**” e animando il personaggio di **Ade** in “**Hercules**” nonché due animali diversi per “**Tarzan**”. Una carriera di tutto rispetto, sebbene da ‘numerario’ dell’immenso esercito di professionisti impiegati nei film disneyani. Il madrileno **Díaz Canales** ha invece fondato **Tridente Animation**, una società per la produzione di cartoni animati che lo ha portato a collaborare anche con la **Lápiz Azul**.

**Proprio negli studi di quest’ultima presenta quasi per gioco a Guarnido il progetto di un fumetto di stile realistico che ha protagonista un gatto nero antropomorfo caratterizzato come un *detective* sullo stile dei gialli *hard boiled***. La scelta del mercato francese per il loro prodotto è naturale, dato che le dimensioni della *bande dessinée* permettono sia compensi ragionevoli sia formati di pubblicazione ragguardevoli capaci di valorizzare i virtuosismi grafici.

**Certo, nessuno di loro due può in quel momento immaginare il successo che li attende.** Lo stesso **Guarnido** deve insistere per anni con** Díaz Canales** – assai scettico sulle possibilità redditizie del mercato del fumetto – perché sviluppi la sceneggiatura della prima storia di “**Blacksad**”. Quanto a lui, disegna con una cura straordinaria la presentazione del progetto tanto che alle soglie del 2000 sono tre dei maggiori editori parigini a contendersi i diritti dell’opera. Fra **Casterman**, **Delcourt** e **Dargaud** è quest’ultimo che alla fine se li aggiudica, dimostrando fiuto editoriale. Il primo volume, dal suggestivo titolo “Da qualche parte fra le ombre”, va esaurito immediatamente e presto viene stampato persino un *making of* per venire incontro ai desideri del pubblico.

**Sulla copertina, campeggia il muso – letteralmente – del micesco investigatore John Blacksad.** Sguardo duro, occhi penetranti, sigaretta accesa in bocca e linea di fumo a dividere il volto dell’eroe. Francamente rischia persino di essere ridicolo, ma caricare fino al parossismo il personaggio di stilemi *noir* si bilancia ottimamente con lo zoo in cui è trasformata questa versione alternativa degli Stati Uniti. Questo perché – anche se all’apparenza appaiono come gatti, cani, lontre e qualsiasi altro ospite dell’arca di **Noè** – i personaggi di **Juan Díaz Canales** sono assolutamente umani. La loro animalità è un vezzo estetico che rinfresca trame che seguono manieristicamente i *topos* della scrittura del genere giallo, confermando *cliché* e riflessi pavloviani che giungono come un familiare bagno caldo per i *fan *dei protagonisti dei romanzi di **Raymond Chandler** o **Dashiell Hammett**. Un’operazione forse fin troppo conservativa dal lato della scrittura, ma che dimostra come talvolta il pubblico abbia semplicemente bisogno di una nuova veste per amare i suoi affetti stabili (persino intellettuali). In questo caso, una pelliccia d’un nero assai oscuro.

di *Camillo Bosco*
