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Capitan America

Il cazzotto sul grugno del dittatore che fece scalpore nell’America fino ad allora neutrale.

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Nonostante la neutralità americana, nel 1940 le cacciatorpediniere statunitensi di scorta ai convogli verso l’Inghilterra sono già in una guerra de facto contro gli U-boat nazisti. La “dottrina Monroe” è però ancora popolare a Washington, nonostante o proprio a causa dell’intervento nella Prima guerra mondiale: l’America preferirebbe occuparsi solo di ciò che si trova tra l’Alaska e la Terra del Fuoco, lasciando il resto del mondo a cavarsela per sé.

Due giovani di New York non sono però d’accordo. Joe Simon è un ventisettenne che si è fatto conoscere come disegnatore talentuoso nel settore della pubblicità ed è famoso per essere uno dei pochi nell’ambiente a vestirsi con completi eleganti, confezionati per lui dal padre sarto. È proprio per uno di questi vestiti che viene notato dal fumettista Jack Kirby, che lo approccia sospettando che venga da una famiglia di sarti ebrei come la sua. L’incontro si traduce subito in una collaborazione lavorativa, dato che entrambi sono interessati a dedicarsi al settore del fumetto, in pieno boom dopo l’avvento di Superman.

Simon infatti ha già ideato il supereroe Fiery Mask (Maschera di Fuoco) mentre Kirby sta invece disegnando la striscia del super Blue Beetle (Coleottero Blu). Entrambi desiderano cimentarsi con qualcosa di meno esotico e, soprattutto, di più schierato. L’idea iniziale di Simon di un gagliardo Super America viene accantonata data l’inflazione dell’aggettivo, ma a Kirby piace l’idea di vestirlo ispirandosi alla bandiera americana e propone di integrarlo nelle forze armate col grado di capitano.

Nasce così Steve Rogers, un mingherlino ragazzo di Brooklyn che grazie al “siero del supersoldato” riesce a coronare il suo sogno di combattere il nazifascismo, seppur restando comunque vulnerabile ai proiettili. Per questo è solito usare uno scudo – inizialmente triangolare – che sembra voler integrare nel personaggio il primo esperimento di supereroe patriottico, quel The Shield che la Archie Comics aveva iniziato a pubblicare qualche mese prima nell’omonima rivista.

La prima copertina del fumetto suscita poi molto scalpore nei neutrali Stati Uniti: se “Il grande dittatore” di Chaplin ha ridicolizzato il Führer nazista e invocato la pace, il nostro Cap esordisce invece dando un cazzotto sul grugno di Hitler. Le sequenze delle sue storie appaiono poi molto movimentate e violente, soprattutto grazie al tratto di Kirby che accentua la muscolatura dei personaggi e dona al fumetto un alone di realismo fino a quel momento inedito per il genere.

Il pubblico americano apprezza questo nuovo personaggio, la testata vende fino a un milione di copie mensili e gode presto di un nutrito fan club di “Sentinelle della Libertà”, così contribuendo a creare nel pubblico un autentico sentimento patriottico.

All’indomani dell’entrata in guerra degli Stati Uniti lo stesso Kirby viene richiamato sotto le armiassegnato a una squadra di ricognizione dove usa le sue abilità per schizzare le posizioni del nemico. Collaborerà così alla sconfitta del nazifascimo nella doppia veste di soldato impegnato nella difesa della libertà nel mondo e di creatore di uno dei personaggi di propaganda più riusciti della Storia.

 

di Camillo Bosco

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