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title: Doonesbury, il fumetto invaso da Trump
description: "Nel 2018 Garretson Beekman Trudeau detto Garry - l’ideatore della striscia “Doonesbury” - e l'ossessione per Trump"
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date: 2025-03-05
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/life/editoria/doonesbury-il-fumetto-invaso-da-trump/
categories: [Editoria]
tags: [fumetti, Trump]
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# Doonesbury, il fumetto invaso da Trump

![Doonesbury](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/Doonesbury-1024x639.jpg)

Nel 2018 Garretson Beekman Trudeau detto Garry, l’ideatore della striscia “Doonesbury”, confessò a un giornalista di “Rolling Stone” che il pensiero del presidente Donald Trump era divenuto in qualche modo un’ossessione

**Nel 2018 Garretson Beekman Trudeau detto Garry, l’ideatore della striscia “Doonesbury”, confessò a un giornalista di “**[Rolling Stone](https://www.rollingstone.com/)**” che il pensiero del presidente** [Donald Trump](https://laragione.eu/esteri/trump-l-america-great-again-torna-all-eta-dell-oro/) **era divenuto in qualche modo un’ossessione.** Anche se il *tycoon *era entrato ufficialmente nel novero dei personaggi del fumetto di Trudeau, si manifestava anche quando non era disegnato. «Negli ultimi due anni è stato il sottotesto in quasi tutte le storie» fu l’ammissione. Attirando sulle sue politiche e sui suoi tic i commenti sardonici dei protagonisti che osservano le loro vite subire l’influsso dei deliri della Casa Bianca.

**Lo stesso scenario che si ripete oggi, sette anni dopo, con il movimento Maga al potere a Washington.** Una realtà più incredibile di qualsiasi storia inventata. Dove un presidente bullo e farfugliatore si crede unto da un mandato quasi divino per riportare gli Stati Uniti ai suoi fasti. Il capo della nazione più ricca e con la crescita economica più robusta del mondo che accusa i suoi alleati di star rubando la prosperità statunitense. È davvero impossibile immaginare un personaggio più grottesco. E non che Trudeau – nessuna parentela col primo ministro del Canada – non ne abbia visti, di presidenti.

**Dalla sua prima pubblicazione il 26 ottobre 1970 sulle pagine del “**[Yale Daily News](https://yaledailynews.com/)**”, il giornale studentesco dell’Università di Yale, “Doonesbury” ha ospitato dozzine di politici statunitensi.** Ronald Reagan è ritratto come un personaggio televisivo alla Max Headroom. Bush padre come una voce senza corpo. Bill Clinton come un *waffle* parlante. David Ernest Duke (neonazista e membro del Ku Klux Klan) come una svastica senziente. Bush figlio come un elmo da legionario romano via via sempre più consunto. E Arnold Schwarzenegger con delle manone per via delle molestie di cui era stato accusato.

**Tuttavia in “Doonesbury” Trump è semplicemente Trump, rappresentato com’è realmente.** Riporto biondo, abbronzatura *cheap*, cravatte rosse, cappello Maga e bocca a deretano di gallina pronta a lanciare insulti. Una striscia ad esempio non fa altro che elencare i modi in cui il presidente offende i suoi nemici. Sotto forma di lezione a due ragazzi che litigano in mensa. Altre volte riporta fedelmente i suoi discorsi in cui il magnate si autodefinisce «genio». O «persona dotata col più alto quoziente intellettivo». Oppure quando dice addirittura che sua figlia è tanto bella che se non fosse suo padre – forse – le chiederebbe di uscire.

**Insomma è stata la realtà a donare a “Doonesbury” uno dei suoi personaggi più satirici, andando oltre la già prolifica immaginazione del suo creatore.** Nato come uno spaccato ironico della vita universitaria, già dai suoi primi anni il fumetto di Trudeau si era specializzato negli effetti della politica sulla cosiddetta persona comune. I suoi personaggi, come il protagonista Mike Doonesbury (dal cognome parlante, ovvero “Chi non ha paura di apparire stupido”), sono spesso e volentieri pretesti per commentare la realtà che li circonda. Una battuta, uno sguardo cinico sulle miserie della contemporaneità lanciato dagli occhi a mezzaluna divisi da un naso a becco che sono tipici del linguaggio grafico del disegnatore. Un piglio sferzante che negli anni ha garantito la pubblicazione della striscia in più di 1.400 giornali in tutto il mondo.

**Ormai però ogni commento ironico è quasi superfluo e Trump ha conquistato “Doonesbury” proprio come la Casa Bianca. Se ne lamenta persino l’autore**: «Negli Stati Uniti stiamo soffrendo della ‘sindrome da Trump’. Lui consuma così tanto ossigeno che i nostri cervelli si ritrovano esauriti... È come avere un grosso trombone installato nella testa, sempre pronto a soffiare». E come Trudeau ormai tutto il mondo si dovrà fare l’orecchio a questo goffo ma continuo rumore.

di *Camillo Bosco*
