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title: Fantagenesi di Nathan Never
description: "Storia della banda dei tre sardi che portò la fantascienza a fumetti nelle edicole italiane. Trent'anni di narrativa grafica d'anticipazione."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Nathan-2.png
date: 2022-01-20
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/life/editoria/fantagenesi-di-nathan-never/
categories: [Editoria]
tags: [editoria, fumetti, Italia]
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# Fantagenesi di Nathan Never

![Fantagenesi di Nathan Never](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Nathan-2.png)

Storia della banda dei tre sardi che portò la fantascienza a fumetti nelle edicole italiane.

**Quando l’11 novembre 1989 Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna propongono il personaggio di Nathan Never a Sergio Bonelli non si tratta di un fulmine a ciel sereno**. In fondo era nota l’affermazione in Italia del *medium* fumetto grazie alle tavole del “Flash Gordon” di Alex Raymond, longeva *space opera* statunitense che catturò l’immaginazione dei giovani durante il fascismo. **Nonostante il successo, però, l’unica opera paragonabile italiana si ebbe solo nel 1936 con il breve “Saturno contro la Terra” di Federico Pedrocchi e Giovanni Scolari**: il fumetto nella penisola fu infatti dominato dalla fantasia della Frontiera prima e dalla narrazione di genere poi, con pochi spazi dedicati al futuro tranne per la gloriosa eccezione di Magnus e pochi altri.

Si così arriva alla “banda dei tre sardi”: Serra, Medda e Vigna sono infatti rispettivamente di Alghero, Cagliari e Baunei (un Comune del nuorese) e si erano incontrati qualche anno prima fondando l’associazione “*Bande Dessinée*” – l’espressione polirematica francese per fumetto – con altri autori isolani, tra cui Vanna Vinci e Otto Gabos, uniti dal desiderio di cimentarsi come narratori in questa metodologia di comunicazione. Tessono i contatti per concretizzare il loro obiettivo e nel 1985 approfittano della presenza negli studi Rai di Cagliari di Alfredo Castelli, già veterano della casa editrice di Bonelli, per proporre un soggetto adatto alla testata “Martin Mystère”: in questo modo viene dato alle stampe “Il mistero del Nuraghe”.

**Anche se talvolta futuribili, le avventure del ‘*detective *****dell’impossibile’ usano però la fantascienza soltanto come contorno, riuscendo a placare ben poco della smania avveniristica dei tre, che scalpitano per poter dare corpo letterario a una storia che avevano in mente sin dai primi tempi del circolo.** **Da questo impeto creativo nasce la proposta del personaggio di Nathan Nemo, poi mutato in Never su suggerimento di Bonelli per un capriccio apotropaico** (gli ricordava il nome di una casa editrice fallita). A Serra, l’unico dei tre sardi trasferitosi a Milano, vengono allora date le chiavi dell’ufficio di via Buonarroti che usa per due anni come base per creare la serie insieme a Medda e Vigna. **Nel progetto vengono coinvolti disegnatori talentuosi del calibro di Castellini, De Angelis o Mari** proprio per dare un’impronta moderna e americana alla serie, graficamente generosa di dettagli e moderna nello *storytelling* rispetto alla produzione bonelliana dell’epoca. Le 300mila copie vendute del primo numero – stabilizzate poi in 180mila mensili per diversi anni – confermano la bontà della loro visione: verranno infatti moltiplicate in numerosi *spin off* quali “Legs Weaver” (dedicata a una delle colleghe di Nathan e primo personaggio omosessuale della Bonelli), “Agenzia Alfa”, “Universo Alfa” e “Asteroide Argo”.

**Ancora adesso, a trent’anni dal suo lancio, Nathan continua a vivere la sua vita editoriale tra *reboot *e *restyling*, continuando l’orgogliosa missione di rappresentare il riferimento per la fantascienza a fumetti sui pavesi delle edicole italiane.**

di **Camillo Bosco**
