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title: Il Gattopardo senza un editore
description: “Il Gattopardo”, uno dei capolavori della letteratura italiana del Novecento, è stato anche un clamoroso caso editoriale.
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date: 2022-01-19
author: Antonino Cangemi
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categories: [Editoria]
tags: [Italia]
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# Il Gattopardo senza un editore

![Il Gattopardo senza un editore](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Il-Gattopardo.png)

Non in linea con la ‘nuova’ letteratura, “Il Gattopardo”, uno dei capolavori della letteratura italiana del Novecento, è stato anche un clamoroso caso editoriale.

**Per aspera ad astra**. Nel motto latino vi è il cammino accidentato fino al successo de “**Il Gattopardo**”. **Uno dei capolavori della letteratura italiana** del **Novecento**, ma anche **un clamoroso caso editoriale**. **Giuseppe Tomasi di Lampedusa** inizia a scriverlo nel **1955**, ispirato dalla figura del bisnonno paterno.

A spingerlo all’avventura letteraria è il successo del cugino **Lucio Piccolo** che, l’anno prima, si era imposto al convegno letterario di **San Pellegrino Terme** con le poesie spedite a **Montale** e poi pubblicate nella collana mondadoriana dello **Specchio** col titolo “**Canti barocchi**”. I due cugini erano andati in treno insieme (con loro anche il fedele servitore) all’appuntamento col ‘**Continente**’ e con gli ambienti mondano-letterari. **Giuseppe** quei giorni rimane in disparte «sempre con la medesima piega amara delle labbra» e, benché guardi con distacco e ironia quel mondo a lui estraneo, è stimolato a cimentarsi nella scrittura.

Quando, nel maggio del 1956, **Tomasi** crede di avere concluso il manoscritto, il cugino **Lucio** l’inoltra a **Federico Federici**, un funzionario della **Mondadori** conosciuto per via della sua silloge. Già la sua prima risposta però è fredda, e lo è anche la seconda di ottobre: «Il manoscritto va valutato da un comitato di lettori e si prevedono tempi lunghi». **Nelle missive il suo cognome non è preceduto da “conte”**, titolo a cui **Federici** tiene molto. **Questo il primo errore dei cugini**.

**Ne seguono altri**: **il testo è inviato ‘a rate’**, **incompiuto**. **Alla seconda lettera a Federici** – dove è definito «un ciclo di novelle» – infatti sono acclusi altri due capitoli. L’esito della Mondadori giunge a Lucio Piccolo il **10 dicembre** ed è letto come un rifiuto, sebbene non lo sia del tutto. **Licy Wolff**, la moglie psicanalista del principe, commenta nella sua agenda: «Rifiuto di quel porco di Mondadori». **Tomasi di Lampedusa** non demorde, continua a scrivere e aggiunge due nuovi capitoli: quelli sulle vacanze di padre **Pirrone** e del ballo.

Nel **marzo** del **1957** è **Fausto Flaccovio**, libraio ed editore palermitano, a inviare il dattiloscritto – che non pubblica perché gli interessa solo la saggistica – a **Elio Vittorini**, direttore della collana “**Gettoni**” di **Einaudi**. La lettera che l’accompagna, scritta da un erudito tuttora non identificato, è un’illuminata ‘recensione’.

Nel frattempo – tramite l’ingegnere **Giargia**, paziente di **Licy Wolff** – lo scritto perviene a **Elena Croce**, figlia del filosofo. La risposta di **Vittorini** arriva al principe in fin di vita. È lunga e articolata ma chiara: il romanzo non è in linea con la ‘nuova’ letteratura. Vittorini lo aveva già letto per Mondadori, di cui era consulente, e non l’aveva bocciato ma chiesto di rivederlo.

Seppure lento, il percorso **Giargia-Elena Croce** si rivela conducente. Grazie a esso **Bassani** legge il dattiloscritto, entusiasta recupera gli altri due capitoli e “Il Gattopardo” nel **novembre** del **1958** viene stampato da **Feltrinelli**. In poco tempo è un **boom editoriale** e l’anno dopo sarà **insignito dello** [Strega](https://laragione.eu/life/spettacoli/la-ragione-on-stage/premio-strega/). Tomasi di Lampedusa benedice dall’alto dei cieli, dove era migrato.

 

di *Antonino Cangemi*
