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title: Il surreale Queneau innovò il linguaggio
description: Sono passati 75 anni dalla pubblicazione degli “Esercizi di stile”, una collezione di racconti dello scrittore francese Raymond Queneau.
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date: 2022-03-30
author: McGraffio
url: https://laragione.eu/life/editoria/il-surreale-queneau-innovo-il-linguaggio/
categories: [Editoria]
tags: [cultura, editoria, libri]
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# Il surreale Queneau innovò il linguaggio

![Il surreale Queneau innovò il linguaggio](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-53-1.jpg)

Sono passati 75 anni dalla pubblicazione di “Esercizi di stile”, una collezione di racconti dello scrittore francese Raymond Queneau. Per molti, una Bibbia di creatività linguistica.

**«Ha letto “Esercizi di stile” di Raymond Queneau?».** Nel reparto reclutamento delle grosse **agenzie pubblicitarie** era la domanda decisiva. Per l’**aspirante copywriter** rispondere «Sì» non significava necessariamente essere assunti ma rispondere negativamente dava la definitiva certezza di venire messi alla porta. **Gli “Esercizi di stile” di Queneau hanno fatto storia.**

Per molti, una **bibbia di creatività linguistica**, 99 modi in cui può essere vestita una frase, raccontata una vicenda. La migliore rappresentazione di come i materiali linguistici contengano potenzialità infinite: alcune codificate come le figure retoriche; altre in perenne movimento come le espressioni gergali, i calembour, i modi di dire.

**Raymond Queneau** fu l’alchimista di **scuola surrealista** prima e di sperimentazione autonoma dopo che ebbe l’idea straordinaria di comprendere che ogni verità, ossia anche la più piccola e insignificante storiella, possa attraverso il potere del linguaggio assumere vesti diverse, sapori e odori diversi. Quindi, diverso significato. La stessa storia può essere tragica, grottesca, inutile, piatta, straordinaria. Ossia piena di ricchezza. **È il lessico utilizzato a deciderne la destinazione.**

Il periodo non facile che stiamo attraversando è anche figlio di un **impoverimento globale del linguaggio** ma, prima ancora, di un ‘impoltronimento’ della ricerca di scelte linguistiche plurime e consapevoli. Si parla solo per **frasi fatte**, per espressioni logore o, peggio ancora, utilizzando **slogan**. Ci si difende così dall’ansia di non essere compresi, dall’obbligo di centrare subito il risultato. Persino di apparire più sinceri. Anche la persona munita di proprietà lessicali variegate e di qualità ormai gioca al risparmio. Ha occultato le sue possibilità linguistiche e la loro **ricchezza nei depositi della memoria** e si vergogna di esibirle.

La **lezione di Raymond Queneau**, con le sue funamboliche **variazioni sul tema** – ricordiamone qualcuna: anagrammi, aferesi, apocopi, slang reazionario, maccheronico, onomatopeico, finto inglese, botanico, volgare, sintetico, ecc. – testimonia che la parola è creazione di mondi possibili, è performativa, costituisce situazioni.

L’approccio creativo con la parola si riverbera nei pensieri e modulare il linguaggio significa dare ai nostri pensieri possibilità in più. Gli “Esercizi di stile” di Queneau sono stati **trasposti in teatro, al cinema, nei fumetti**, letti nelle accademie, analizzati dai cultori di semantica. Sono spassosi, strampalati, virtuosistici e con appiccicata addosso l’essenza stessa del surrealismo: **non esiste una sola realtà**.

Il buffo libretto datato **1947** meriterebbe di tornare in auge magari affiancandosi a **Rodari, Longanesi e Campanile** già a partire dalle scuole medie. Verrebbe fuori un mondo migliore. **Anzi no: tanti, tantissimi mondi migliori.**

 

Di *McGraffio*
