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title: Il tunnel della libertà
description: In “Tunnel 29”, la giornalista inglese Helena Merriman racconta la formidabile fuga di 29 persone da Berlino Est a Berlino Ovest
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date: 2025-04-09
author: Alberto Galimberti
url: https://laragione.eu/life/editoria/il-tunnel-della-liberta/
categories: [Editoria]
tags: [cultura, esteri, libri, società]
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# Il tunnel della libertà

![tunnel-libertà-berlino](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/tunnel-liberta-berlino-1024x639.jpg)

In “Tunnel 29” (Mondadori), la giornalista inglese Helena Merriman racconta in uno splendido romanzo la formidabile fuga, sotterranea, di 29 persone che nel 1962 lasciarono Berlino Est e andarono a Ovest

Berlino, 12 agosto 1961, notte fonda. Vengono spenti i lampioni e interrotte le comunicazioni, nessuno deve sapere e vedere. **Comincia l’Operazione Rose. È ordita da Walter Ulbricht, turiferario dell’inumana ideologia comunista. Si prefigge di arrestare l’emorragia di persone e professionisti diretti a Ovest, che in piena Guerra fredda imbarazza e impoverisce la Germania Est** (macilenta [dittatura](https://laragione.eu/life/cultura/un-libro-le-seppellira-le-dittature/)statalista asservita a Mosca).

I carri armati raggiungono i valichi di frontiera, depositando soldati muniti di mitragliatrice e rotoli di filo spinato. Centocinquanta tonnellate che si snodano senza sconfinare di un millimetro, fendendo parchi e piazze, campi da gioco e cimiteri. **Finalmente, allo spuntare dell’alba i soldati hanno chiuso 193 strade, sigillato 68 varchi di passaggio, sbarrato 12 stazioni ferroviarie. Quattro giorni dopo, usando gigantesche gru, gli operai sollevano dai camion blocchi prefabbricati di tre metri e li calano sul confine. **Principia una raggelante realtà. Sorge un muro eretto per imprigionare la popolazione anziché respingere i nemici. Infatti divide in due Berlino, la Germania, il mondo. Separa anche i mariti dalle mogli, i fratelli dalle sorelle. Taglia a metà vie e vite, amori e amicizie.

**Un muro da oltrepassare per conquistare la libertà. **Nascosti nei bauli delle auto, sotto le mentite spoglie di turisti, a nuoto tra le correnti dello Sprea. O anche carponi in un cunicolo, avvolti da argilla e silenzio, sospinti dalla paura di essere scoperti e dal coraggio di compiere una clamorosa impresa al contempo. **Come fecero 29 fuggitivi, tra il 14 e il 15 settembre 1962, aiutati da un ingegnoso gruppo di studenti universitari guidato da Joachim Rudolph, che scavò una galleria lunga 135 metri sotto Bernauer Strasse, nel cuore della città.**

**In “Tunnel 29” (Mondadori), la giornalista inglese Helena Merriman racconta questa straordinaria storia, ricostruisce la loro formidabile fuga, confezionando uno splendido romanzo.** «Per molti berlinesi dell’Est, il Muro è il costante ricordo della vita dall’altra parte, quella che non possono vivere» precisa. «La disperazione sfocia in un soffocante senso di impotenza» prosegue. **La striscia della morte incute terrore, allunga la sua minacciosa ombra sui pensieri più temerari, insieme al ringhio dei pastori alsaziani e al crepitio dei kalashnikov dei VoPo. **Tuttavia, da tale abisso di rassegnazione decine di uomini, donne e bambini estraggono un filo di luce; disposti a rischiare tutto, a mettere a repentaglio la vita pur di scappare dalla miseria e dall’oppressione della Ddr. Regime che brulica di spie e infiltrati della Stasi.

**«I tentativi di fuga erano ammantati di segretezza perché gli informatori della Stasi continuavano a infiltrarsi, con conseguenze tragiche» annota l’autrice.** Arresti arbitrari, estenuanti torture psicologiche, processi farsa. Riparare all’Ovest è un reato punito con l’isolamento, l’ergastolo, la pena capitale. All’opposto, corrieri e passatori insistono a soccorrere i fuggiaschi, escogitando evasioni e architettando ambiziosi piani di salvezza. **Tra loro, nel Paese più sorvegliato del mondo, Joachim Rudolph, «l’uomo che ha scavato il *tunnel* senza avere nessun affetto personale da trarre in salvo»**, come «un eroe greco che segue il suo destino» onora la propria vocazione, vincendo la sfida più audace di ogni esistenza. Quella della libertà.

Di *Alberto Galimberti*
