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title: Isolare l’aggressore non gli intellettuali
description: "Il boicottaggio verso la Russia non è stato accolto dalla fiera per l'editoria Children Book Fair. Scelta saggia."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-2-6.jpg
date: 2022-03-09
author: Luca Tedesco
url: https://laragione.eu/life/editoria/isolare-laggressore-non-gli-intellettuali/
categories: [Editoria]
tags: [editoria, russia]
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# Isolare l’aggressore non gli intellettuali

![editoria e boicottaggio russo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-2-6.jpg)

Il boicottaggio verso la Russia non è stato accolto dalla fiera per l'editoria bolognese Children Book Fair. L'ostracismo verso l'arte e la cultura russa sono inutili. Il solo responsabile da punire è Vladimir Putin.

È circolata in larga parte della stampa e dei *social network* italiani la notizia secondo cui **la Children Book Fair**, che aprirà anche quest’anno i propri battenti a Bologna tra un paio di settimane, **avrebbe deciso di bandire gli autori russi dalla manifestazione.**

**Una balla**, dato che gli organizzatori della fiera dell’editoria per bambini e ragazzi hanno deciso di sospendere ogni collaborazione «con le organizzazioni ufficiali russe» ma non con i singoli editori russi.

**Il solo responsabile della criminale aggressione all’Ucraina è Vladimir Putin**. Se può essere legittimo ritenere che l’isolamento e l’ostracismo di quel Paese debbano estendersi a tutte le istituzioni pubbliche russe, ritengo però che coloro che non vogliono arretrare di un solo palmo nella difesa della libertà di opinione e di pensiero non possano non respingere la chiamata alle armi e l’appello alla guerra culturale lanciata dall’Ukrainian Book Institute.

**Le richieste alla «comunità mondiale della letteratura e dell’editoria»** di promuovere «un boicottaggio in tutto il mondo dei libri pubblicati in Russia», di caldeggiare l’interruzione «della distribuzione *online* e *offline* di libri di autori ed editori russi» e la loro esclusione da «tutte le fiere internazionali del libro e ai festival letterari» nonché l’adozione di «divieti di diffusione della narrativa russa attraverso i prodotti culturali in generale e i libri in particolare» in quanto – «influenzati dalla propaganda russa nel campo della letteratura e dell’editoria» – molti autori, agenti letterari, editori e distributori di tutto il mondo «hanno diffuso l’infezione tra un numero sempre maggiore di lettori nei loro Paesi», per quanto comprensibili in questi giorni di mattanza, **non possono essere accolte.**

La **resipiscenza della Bicocca di Milano**, che ha revocato la decisione di rimandare la lezione dello scrittore e traduttore Paolo Nori su Dostoevskij – dettata, quella decisione, dall’opportunità di «evitare ogni forma di polemica, soprattutto interna, in quanto è un momento di forte tensione» – fa sperare che non si ripeteranno, perlomeno in Italia, tentativi grotteschi di censura e che ci potremo risparmiare stucchevoli e surreali dibattiti sull’urgenza o meno di destinare al macero i lavori di Michail Bulgakov, nato a Kiev ma vissuto e morto (da perseguitato) a Mosca.

 

*di Luca Tedesco*

 
