---
title: Joyce e Svevo, lezioni d’inglese con amicizia
description: "La bella e durevole amicizia tra James Joyce ed Italo Svevo: da lezioni d'inglese a discorsi sulla scrittura tout court."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito-17.jpg
date: 2022-02-17
author: Alberto Fraccacreta
url: https://laragione.eu/life/editoria/joyce-e-svevo/
categories: [Editoria]
tags: [cultura, editoria]
---

# Joyce e Svevo, lezioni d’inglese con amicizia

![James Joyce e Italo Svevo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito-17.jpg)

La bella e durevole amicizia tra James Joyce ed Italo Svevo: da lezioni d'inglese a discorsi sulla scrittura tout court. E l'incoraggiamento di Joyce a scrivere un nuovo romanzo che diventerà "La coscienza di Zeno".

Nei giorni della Candelora e del centenario dell’“Ulisse” (a proposito: un’ottima traduzione è quella di Alessandro Ceni uscita per Feltrinelli) non tutti hanno ricordato che dietro Molly Bloom potrebbe nascondersi la traduttrice Amalia Popper, mentre **Anna Livia Plurabelle**, la **protagonista femminile di “Finnegans Wake”** – opera che radicalizza l’esperienza linguistica di **Joyce** – **prende il nome dalla moglie di Italo Svevo**, Livia Veneziani, per la sua virtù fonica.

**James Joyce e Aron Hector Schmitz** (Svevo, appunto) si conobbero all’incirca nel **1906** a Trieste. Il primo, emigrato dall’Irlanda, era un giovane e brillante docente della Berlitz School (lì incontrò Amalia), il secondo – già autore di “Una vita” (1892) e “Senilità” (1898) – era impiegato nell’azienda di vernici di proprietà del suocero e **necessitava di lezioni d’inglese**, non per la Musa sonnecchiante ma per via dei frequenti viaggi di lavoro a Londra.

Le ‘ripetizioni’ di Joyce a Svevo **diventano a poco a poco discorsi sui vicendevoli libri e sulla scrittura *tout court***. Racconterà Livia in “Vita di mio marito” (1950): «Fra il maestro, oltremodo irregolare, ma d’altissimo ingegno (conosceva diciotto lingue tra antiche e moderne), e lo scolaro d’eccezione, le lezioni si svolgevano con un andamento fuori dal comune . Si parlava di letteratura e si sfioravano mille argomenti».

Gli oltre vent’anni di differenza – il triestino era nato nel 1861, mentre il *dubliner *nel 1882 – sembrano non sentirsi. Tra i due sorge una **bella e durevole amicizia**, saldata da un ossequioso carteggio (nel *corpus* delle “Lettere” sveviane recentemente edito dal Saggiatore, a cura di Simone Ticciati, figurano quattro biglietti inediti indirizzati proprio a Joyce) e soprattutto dall’**incoraggiamento** da parte del giovanotto verso il collega più anziano **per la stesura di un nuovo romanzo. Che sarà “La coscienza di Zeno”**.

Una missiva di Joyce inviata da Parigi il 30 gennaio 1924 (e vergata rigorosamente in italiano) è la miccia che fa esplodere il “caso Svevo”, sino ad allora bistrattato da pubblico e critica: «Caro amico, grazie del romanzo con la dedica. Ne ho due esemplari anzi, avendo già ordinato uno a Trieste. Sto leggendolo con molto piacere. Perché si dispera? Deve sapere ch’è di gran lunga il suo migliore libro. Quanto alla critica italiana non so. Ma faccia mandare degli esemplari a stampa a M. Valéry Larbaud, M. Benjamin Crémieux, Mr T.S. Eliot, Mr F.M. Ford. Parlerò o scriverò in proposito con questi letterati. Potrò scrivere di più quando avrò finito. Per ora due cose mi interessano: il tema: non avrei mai pensato che il fumare potesse dominare una persona in quel modo. Secondo: il trattamento del tempo nel romanzo. L’arguzia non vi manca e vedo che l’ultimo capoverso di “Senilità”, “Sì, Angiolina pensa e piange ecc...” ha sbocciato grandemente alla chetichella. Una stretta di mano».

Insomma, **Joyce era un eccellente *talent scout*** ma possedeva un indiscutibile vantaggio: aveva annusato la frizzante aria triestina, aveva frequentato villa Veneziani ed era certo di aver incontrato all’osteria Mondo Nuovo o al Giardino Pubblico, tra un sospiro e l’altro, Emilio Brentani e Zeno Cosini, perduti nei loro sogni d’amore e compimento.

 

*di Alberto Fraccacreta*
