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title: "La cultura woke che fa (quasi) chiudere &#8220;Sports Illustrated&#8221;"
description: "Considerata \"la Bibbia del giornalismo sportivo\", oggi “Sports Illustrated” - alla soglia del suo 70esimo anniversario - rischia di sparire"
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date: 2024-02-02
author: Francesco Gottardi
url: https://laragione.eu/life/editoria/la-cultura-woke-che-fa-quasi-chiudere-sports-illustrated/
categories: [Editoria]
tags: [giornalismo]
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# La cultura woke che fa (quasi) chiudere &#8220;Sports Illustrated&#8221;

![Sports Illustrated](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Sports-Illustrated.jpg)

Considerata "la Bibbia del giornalismo sportivo", oggi la celebre "Sports Illustrated" - alla soglia del suo 70esimo anniversario - rischia di sparire, per sempre

Era «la Bibbia del giornalismo sportivo», scrive il “[New York Times](https://www.nytimes.com/international/)”. **Oggi invece, alla soglia del 70esimo anniversario**, “**Sports Illustrated**” **rischia di sparire**. *Puf*. **Niente più iconiche copertine** – **da** [Michael Jordan](https://laragione.eu/life/sport/michael-jordan/) **a** **Heidi Klum** – **che spuntano dagli scaffali delle edicole**. **Niente più approfondimenti d’autore al loro interno**. Nelle ultime settimane **Authentic Brands Group**, proprietario della prestigiosa rivista, ha infatti deciso di **revocare la licenza di pubblicazione all’editore** (**Arena Group**) in seguito a **un’insolvenza di 3,75 milioni di dollari**. Tradotto: **“Sports Illustrated” sarà costretta al licenziamento di massa**. E dei circa 100 dipendenti attuali, nel giro di tre mesi potrebbe non restarne alcuno.

**È il colpo di grazia su una crisi economica profonda, annunciata eppure inimmaginabile dato il peso specifico del *magazine***. Tiratura in collasso (da più di 3 a 1 milione di copie), circolazione diluita (settimanale, poi quindicinale, poi mensile), personale già tagliato dell’80%. Il tutto nel giro di un decennio. **Alcune cause sono certamente esogene: dal tramonto del cartaceo alla fotografia banalizzata dai *social***. Ma altri colossi di settore resistono. Perché “Sports Illustrated” invece no? **Si ringrazi la svolta perbenista, puntano il dito dall’America**. Secondo il più paradigmatico dei ***Go** [woke](https://laragione.eu/esteri/la-cultura-woke-e-il-museo-allattacco-di-nelson/)**, go broke***: dopo il politicamente corretto c’è la bancarotta.

**Nemmeno i lettori più affezionati saranno sorpresi dalla notizia**. Perché del **lungimirante progetto fondato da Stuart Scheftel nel 1954**, in un’epoca in cui la commistione fra sport professionistici e cultura di massa quasi non esisteva, era già rimasto ben poco. Una volta “Sports Illustrated” raccontava in esclusiva [Muhammad Ali](https://laragione.eu/life/sport/il-vero-ko-di-muhammad-ali/). **Oggi ha perso una lettera per strada, ricorrendo all’**[AI](https://laragione.eu/life/tech/la-prima-legge-sullintelligenza-artificiale/) (***Artificial Intelligence***) **per riempire pagine di pochezza sotto finta firma**: il trucco è stato sgamato lo scorso novembre, gettando la dirigenza nell’imbarazzo.

**Di pari passo, le celebri *cover* dei costumi da bagno che avevano lanciato generazioni di supermodelle sono scadute**. Anno **2016**: debuttano **le indossatrici sovrappeso**, all’interno di una pretestuosa campagna contro **il** [body shaming](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/il-body-shaming-di-ogni-estate/) (e pazienza se l’obesità è una malattia). Anno **2020**: **Valentina Sampaio** è la prima *transgender* ad apparire su “Sports Illustrated”, «nel segno dell’uguaglianza di genere e della bellezza in ogni sua forma». Sarà, ma *pecunia non olet*: nel **2022** è il turno di **Kim Kardashian**, tipico esempio di emancipazione femminile (e infatti lì s’incazzano pure gli pseudo-progressisti). **Una carrellata di caos e ineleganza, né carne né pesce, che ha ridotto la rivista all’isolamento commerciale**. **Secondo i piani, il testardo attivismo aziendale doveva risollevare il marchio**: ha finito per distruggerlo dall’interno. Quant’è vero che le scelte editoriali di “Sports Illustrated” sono legittime. E scegliere di leggere altro lo è altrettanto. Spiace, ma neanche troppo.

di *Francesco Gottardi*
