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title: La longevità di Superciuk, Alan Ford e tutto il gruppo TNT
description: Il successo intramontabile della squadra di spie più bislacca del fumetto italiano. Superciuk, Alan Ford e tutto il gruppo TNT.
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date: 2021-08-05
modified: 2021-12-06
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/life/editoria/la-longevita-di-superciuk-alan-ford-e-tutto-il-gruppo-tnt/
categories: [Editoria]
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# La longevità di Superciuk, Alan Ford e tutto il gruppo TNT

![La longevità di Superciuk, Alan Ford e tutto il gruppo TNT](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/08/Superciuk.png)

Il successo intramontabile della squadra di spie più bislacca del fumetto italiano.

Quando nel 1969 **Luciano Secchia** (col nom de plume di Max Bunker) e **Roberto Raviola** (disegnatore noto ai più con lo pseudonimo di Magnus) diedero alle stampe **il fumetto “Alan Ford”** compirono una svolta notevole rispetto ai loro passati successi “Kriminal” e “Satanik”, fumetti neri dall’incredibile successo.

Nucleo della serie è il “**Gruppo TNT**”: una scalcinatissima squadra di spie, vera accozzaglia di uomini sui generis dalle doti fisiche e intellettive improbabili che nella loro prima missione reclutano, scambiandolo per spia, il biondo **Alan Ford**. Questi è un giovane grafico pubblicitario, belloccio e ingenuo, perfetto contraltare del capo della banda, conosciuto come “Il Numero Uno”: un vecchio paralitico dalla lunga barba bianca e assai scorbutico, che si muove su una rustica sedia generosamente gommata. La sua età, indefinibile, l’ha reso smaliziato e negli anni è venuto a conoscenza di molti sporchi segreti che immancabilmente usa per ricattare chiunque gli neghi un favore.

Completano il gruppo lo sciroccato inventore crucco Otto Grunf, l’obeso Cariatide e l’ipocondriaco Geremia, il pappagallo Clodoveo e il bracco Cirano nonché il tarchiato nasone Bob Rock e l’azzimato truffatore Conte Oliver, **questi ultimi trasposizione fumettistica dei due autori**: il primo di Magnus, il secondo di Bunker.

Come può suggerire la descrizione dei protagonisti, **il fumetto** – che aveva un tono grottesco e talvolta surreale – **non fu inizialmente facile da comprendere per il pubblico italiano**, abituato a cowboy e ladri crudeli. Le storie erano inoltre parodie dei racconti spionistici o investigativi ma senza limitarsi a un genere preciso, risultando così palatabili soltanto per quei lettori disposti a un piccolo sforzo supplementare.

La **svolta** avviene quando gli autori decidono di introdurre nella saga **il paradossale Superciuk**, un Robin Hood all’incontrario che ruba ai poveri per dare ai ricchi. È in realtà l’alter ego di un netturbino che odia i poveri perché pulciosi e produttori di sporcizia, mentre ama i ricchi che vivono nella pulizia grazie al loro denaro e che quindi ne meritano ancora di più: un villain dalla logica spiazzante.

Dopo essersi scolato una damigiana di Barbera, Superciuk è capace di volare e sconfiggere chiunque con la sua fiatella alcolica (o cipollosa, a seconda dell’episodio). Il personaggio riscuote immediatamente un **successo travolgente**, che obbliga l’editore a ristampare più volte il volume per venire incontro alle richieste delle edicole.

Col tempo Superciuk diventerà per molti la chiave di lettura per capire e apprezzare il tono della serie, piazzandola sull’onda lunga che, dopo aver **sfondato la quota di 600 albi editi, dura ancora oggi**.

Trovare in edicola questo piccolo fumetto, dopo più di cinquant’anni dal suo esordio, è la prova che talvolta in Italia è possibile diventare un ‘**classico**’ facendo **qualcosa di diverso** che scardini le sicurezze del pubblico. Basta servire il vino giusto, a quanto pare.

 

di *Camillo Bosco*
