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title: Le avventure di Tintin nel paese della ligne claire
description: "Commissionato da un prete filo fascista e antisemita a un giovane scout, George Remi,  il personaggio di Tintin è un reporter giramondo, anima di quella \"linea chiara\",  che combatte i soprusi e zittisce i bulli. La  sua prima avventura? Tintin, nel Paese dei Soviet"
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date: 2021-11-24
author: Camillo Bosco
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categories: [Editoria]
tags: [editoria]
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# Le avventure di Tintin nel paese della ligne claire

![Le avventure di Tintin nel paese della ligne claire](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Evidenza-sito-19-1.png)

Commissionato da un prete filo fascista e antisemita a un giovane scout, George Remi,  il personaggio di Tintin è un reporter giramondo, anima di quella "linea chiara",  che combatte i soprusi e zittisce i bulli. La  sua prima avventura? Tintin, nel Paese dei Soviet

**Padre Norbert Wallez è un chierico conservatore, antisemita e filo fascista messo a capo della testata cattolica belga “Le Vingtième Siècle*”*.** Alla ricerca di fumetti per un allegato dedicato ai lettori più piccoli, “Le Petit Vingtième*”*, si imbatte nelle strisce dello scout Totor, personaggio dell’allora diciannovenne George Remi, che si firma Hergé mutuando il suono delle sue iniziali. Questi si era avvicinato allo scoutismo e al mondo cattolico attiguo per salvarsi da un’infanzia povera, grigia e triste – pare funestata persino da uno zio molestatore – che gli aveva fatto sviluppare crisi depressive cicliche destinate ad accompagnarlo per il resto della sua vita.

**Alla richiesta dell’editore di ideare un nuovo personaggio, Hergé risponde con le avventure del *reporter* Tintin e del suo fido cane Milù:** personaggi positivi pronti a cercare la verità, proteggere i deboli e tener testa ai bulli.Ma siamo nel 1929 e in quel momento il più grande bullo per un prete reazionario non può che essere l’atea Unione Sovietica. Viene pubblicato quindi a puntate sul giornale “Tintin nel paese dei soviet”, la prima avventura del personaggio dal ciuffo biondo, modellata sul *pamphlet *anticomunista di Joseph Douillet “Mosca senza Veli”. Nonostante – o forse proprio per – la grossolaneria con cui era descritta la Russia dei bolscevichi, la storia riscuote un notevole successo tra i lettori. La richiesta per le avventure del *reporter* dal cuore puro cresce e si moltiplicano i suoi viaggi: negli anni successivi lo troviamo in Egitto, Cina, Congo, America e Inghilterra; storie esotiche, scritte però con l’approccio tipico della gretta redazione dalla quale venivano commissionate.

**È invece nel 1942 che inizia la maturità artistica dell’autore, malauguratamente proprio nel mezzo dell’occupazione nazista del Belgio.** Proprio in quell’anno viene infatti pubblicata la storia “La stella misteriosa”, direttamente come albo di sessantadue pagine e non più a puntate periodiche, consentendo così a Hergé di organizzare l’avventura come un vero e proprio romanzo a fumetti e, soprattutto, di perfezionare lo stile grafico che si sarebbe imposto come sinonimo di eleganza nel campo del fumetto mondiale: quello della *ligne claire*, emblema della tradizione fumettistica franco-belga. Quando, anni dopo, il disegnatore olandese Joost Swarte conierà la definizione polirematica “linea chiara” (in originale *klare lijn*), si riferirà proprio al lavoro di Hergé: uno stile dai colori a campiture piene e senza ombreggiature, dove le linee di disegno vengono usate con parsimonia e con spessori sempre identici, dando un’idea di ordine e pulizia grafica anche nelle scene più dettagliate e caotiche.

Questa raggiunta maturità, sia grafica che narrativa, aiuta Hergé ad aggiustare il tiro compiendo ricerche approfondite sui luoghi visitati dal suo eroe fumettistico e permettendogli nel dopoguerra di compiere accurate correzioni alle sue opere giovanili. A questa autocritica rigorosa dobbiamo la forma finale di quell’eterno ragazzo Tintin, dall’animo puro e dalle buone azioni eloquenti: nato letterariamente nel marasma ideologico che portò alla Seconda guerra mondiale, ispirò poi gli europei a un esempio più alto, nella speranza comune che quelle terribili condizioni non si ripresentassero mai più.

 

di Camillo Bosco
