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title: Le molte vite di Robin, il Pettirosso di Batman
description: Se si deve fornire una prova della potenza iconica del fumetto, il caso di Robin è senza ombra di dubbio esemplare
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date: 2024-11-27
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/life/editoria/le-molte-vite-di-robin-il-pettirosso-di-batman/
categories: [Editoria]
tags: [fumetti]
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# Le molte vite di Robin, il Pettirosso di Batman

![Robin](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/Robin.jpg)

Se si deve fornire una prova della potenza iconica del fumetto, il caso di Robin è esemplare. Tanto più che persino nel mondo di Batman, il nome è più una carica che un personaggio

**Se si deve fornire una prova della potenza iconica del fumetto, il caso di Robin è esemplare. Tanto più che persino nel mondo di** [Batman](https://laragione.eu/life/spettacoli/avra-la-sua-stellabatmanavra-la-sua-stella/)**, il nome è più una carica che un personaggio.** Il Pettirosso (tale è infatti la traduzione dall’inglese) è l’aiutante dell’uomo-pipistrello qualsiasi persona ne vesta la maschera. E non sono state poche, nella già assai numerosa *bat*-famiglia. Aiutante per antonomasia, chiunque segua e assista un ‘cavaliere nero’ si può quindi sentire un Robin. 

**Potrebbe anche venire in mente – nell’ambito degli archetipi – il picaresco e globoso Sancho Panza, argine alle follie dell’*hidalgo *(cavaliere) fuori tempo massimo Don Quijote de la Mancha, e in effetti anche Robin è un argine alla lucida follia di Bruce Wayne.** D’altronde, cosa ricorda più i mulini a vento che la pretesa di abbassare a cazzotti i tassi di criminalità di una metropoli? Soprattutto il costume verde-rosso-giallo del giovane Dick Grayson (prima incarnazione del personaggio) è studiato per bilanciare il nero assoluto, d’aspetto e di spirito, del vigilante mascherato da chirottero. I fumettisti Bob Kane, Bill Finger e Jerry Robinson lo introducono nel numero 38 di “Detective Comics” nell’aprile 1940 proprio per attrarre un pubblico più giovane. L’intento, ad appena un anno dall’esordio dello stesso Batman, riesce perfettamente e il fumetto del “crociato incappucciato” diventa presto quello del “dinamico duo”.

**Il *look *della nuova spalla è vagamente ispirato a quello di un altro Robin molto famoso, l’immaginario e nobile Hood della foresta di Sherwood che Robinson incontra per caso in un libro illustrato.** Finger però ci arriva per analogia: sebbene siano ammessi soliloqui e didascalie (cioè i testi nei rettangoli spesso usati nei fumetti per dare spazio ai pensieri dei protagonisti), ogni investigatore prima o poi ha bisogno di un *sidekick* a cui spiegare le sue deduzioni senza sembrare un eccentrico sempre intento a parlare da solo. Uno degli esempi di questa necessità narrativa a cui Finger ha ammesso di essersi ispirato è il Dottor Watson di Sherlock Holmes. Allontanandoci dagli investigatori e avvicinandoci al fumetto italiano moderno, un altro esempio di tale *escamotage* per rendere più naturali e godibili i dialoghi è certamente l’Armadillo di [Zerocalcare](https://laragione.eu/recensioni/zerocalcare-da-vedere/).

**Robin ha così tanto successo da rompere persino un tabù sacro dei fumetti, cioè la ‘sindrome di Dorian Gray’ di cui gode ogni proprietà intellettuale di successo.** Come il ritratto nel romanzo di Oscar Wilde, solitamente il pubblico invecchia leggendo le avventure di eroi immarcescibili sempre identici a loro stessi. Dick Grayson, il primo Robin, invece cresce. Al contrario di Batman subisce una metamorfosi, diventa adulto e s’inventa come nuovo supereroe chiamato Nightwing.

**Dopo Grayson è quindi il turno di un altro orfano di acrobati chiamato Jason Todd.** Le somiglianze tra il primo e il secondo Robin sono volute, proprio per impedire la perdita di lettori per il cambio nel numero 357 di “Batman” nel 1983. La sua storia viene poi rivista in un *maxi* evento multidimensionale e viene addirittura ucciso con un televoto dei lettori da [Joker](https://laragione.eu/recensioni/joker-fra-carte-e-cinema/), l’arcinemico di Batman. Resuscitato, stavolta matura in un anti-eroe di nome Red Hood.

**Il posto pare non possa rimanere vacante e quindi è la volta, l’anno dopo la morte di Todd, di Tim Drake.** Stavolta però Drake ‘riempie’ il personaggio di Robin portandolo a una progressiva autonomia dal mentore, persino a livello investigativo. Quando lascia Batman si aggiunge infine il figlio che Bruce Wayne ha avuto con la sua nemica-amante Talia al Ghul. Damian Wayne è stato cresciuto dalla mamma come un sicario della Lega degli Assassini di cui lei fa parte, diventando quindi un Robin molto più oscuro e problematico dei precedenti. Il già nutrito elenco delle iterazioni di questa maschera è comunque molto più lungo, includendo apparizioni speciali e versioni degli universi paralleli: tutto a dimostrazione di come l’aggiunta del giovane aiutante di Batman sia risultata superiore alla somma delle due parti.

di *Camillo Bosco*
