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title: Le origini di Spider-Man
description: Steve Dikto, Stan Lee e Jack Kirby. Spider-Man, la storia di una scommessa editoriale vinta da un gruppo di autori ambizioni.
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date: 2021-10-14
modified: 2021-12-06
author: Camillo Bosco
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categories: [Editoria, Evidenza]
tags: [giovani]
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# Le origini di Spider-Man

![Le origini di Spider-Man](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Spider-man.png)

Steve Dikto, Stan Lee e Jack Kirby. Spider-Man, la storia di una scommessa editoriale vinta da un gruppo di autori ambiziosi.

**È l’estate del 1962** e tra le scrivanie degli uffici della **Marvel Comics** si muove uno **Stan Lee** raggiante: ha vinto la sua scommessa, dimostrando con **il successo della testata “I Fantastici Quattro”** che **il fumetto non si deve limitare al pubblico infantile** ma si può invece vendere anche a quei milioni di lettori, ormai **adulti**, cresciuti leggendo i supereroi della golden age come **Superman** e **Batman**.

**Stan** vorrebbe ora fare il bis con un altro best seller e il disegnatore **Jack Kirby**, già coautore di **Capitan America**, gli propone un uomo dai poteri ragneschi – **Lee** era infatti rimasto affascinato dai racconti dell’**eroe pulp “Il Ragno” di Harry Steeger** – rimaneggiando il suo vecchio personaggio **“La Mosca”** col nuovo nome di **“Ragno d’Argento”**. Ma concepisce un supereroe troppo muscoloso e legato allo stereotipo.

**Steve Ditko** invece inquadra bene il nuovo gusto che **Stan** vorrebbe dare ai **fumetti Marvel** e si autoritrae in un personaggio occhialuto dalla corporatura asciutta che convince quasi immediatamente l’editor, vestito con una tutina (inizialmente viola e arancione) ispirata a un catalogo di costumi di Halloween per bambini prodotti nel **1954** dalla **Ben Cooper Incorporated** e dotato di lancia-ragnatele meccanici, probabilmente suggeriti da una supereroina nata nel **1941** e chiamata **Spider Queen**.

**Stan Lee** allora delinea il personaggio per la prima storia: si tratterà di un adolescente orfano che vive con gli zii a New York, ma nel borgo periferico del Queens, e che **acquisisce i suoi poteri dopo il morso di un ragno radioattivo**; ma soprattutto gli interessa che il suo animo sia adombrato dalla paura di essere inadeguato, rifiutato o lasciato solo. Come quello di qualsiasi ragazzo della sua età. A **Martin Goodman**, il patron della casa editrice, **proprio non va giù l’idea** di realizzare un supereroe con un’allure così nerd da renderlo indistinguibile dal ragazzo medio, ma **Lee** si impunta sostenendo che il bello stia proprio nel leggere storie dove una persona qualunque deve gestire dei superpoteri mentre procede a tentoni nella sua vita. Un personaggio che giudica senz’altro più intrigante di un alieno invincibile o di un riccone con l’ossessione per i chirotteri.

Alla fine, grazie al classico contentino da editore cerchiobottista, ottiene sì la pubblicazione ma su una testata di cui era già programmata la chiusura, ovvero “**Amazing Fantasy**”, così da poter eventualmente limitare i danni di questo bizzarro personaggio. Come invece aveva previsto **Stan**, **Spider-Man** otterrà immediatamente il riscontro del pubblico, forse anche per l’iconica copertina disegnata da **Kirby**, tanto da ottenere una sua testata nel **1963** che per continuità manterrà l’aggettivo della serie d’esordio titolandosi “**The Amazing Spider-Man**” e avviando una vigorosa carriera editoriale che continua tutt’oggi, gemmata in una miriade di rivoli di serie animate, film e merchandising.

Il motivo di questa attenzione è stato sicuramente la creazione di un **personaggio fresco**: scanzonato, loquace, scherzoso ma anche capace di comunicare intense emozioni drammatiche, specialmente nelle vicende che riguardano più propriamente il ragazzo dietro la maschera, cioè **Peter Parker**, e renderci partecipi delle sue disavventure con bulli, fidanzate e lutti familiari.

E proprio **dalla morte dell’amato zio di Peter** – **Ben Parker**, perito involontariamente a causa di un momento di egoismo del nipote – deriva la sua **frase più famosa**: «**Da grandi poteri derivano grandi responsabilità**». Un **motto semplice** ma di grande impatto che ha esplicitato la morale massima del fumetto supereroistico, aiutando quel genere a evolversi in accordo con la società moderna.

 

di *Camillo Bosco*
