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title: "&#8220;Life&#8221;, la vita che rinasce"
description: Il magazine americano per eccellenza, forse già dal prossimo marzo, tornerà nelle edicole ed esordirà in Rete.
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date: 2024-10-16
author: Gian Luca Caffarena
url: https://laragione.eu/life/editoria/life-la-vita-che-rinasce/
categories: [Editoria]
tags: [editoria, giornalismo, storia]
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# &#8220;Life&#8221;, la vita che rinasce

![Life torna in edicola](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Life-torna-in-edicola.jpg)

Il magazine americano per eccellenza, sorto nel 1936 e chiuso nel 2007, forse già dal prossimo marzo tornerà nelle edicole per esordire anche in Rete

**Era il simbolo del giornalismo fotografico. **Carta pregiata, grafica e iconografia raffinatissime: ogni istantanea un personaggio, una storia, una notizia epocale. **Una realtà non edulcorata, ma rappresentata con classe da immagini che parlavano da sole, raccontando più delle parole.** Tra gli altri, fotografi come Robert Capa, Henri Cartier- Bresson e Robert Doisneau. Un modello esclusivo, quasi un prototipo: quel primo vero rotocalco globale che presto avrebbe suscitato ovunque infinita emulazione. Punte massime, negli anni d’oro, di oltre cinque milioni di copie vendute. **Parliamo di “Life”, il magazine americano per eccellenza, sorto nel 1936 e chiuso nel 2007, che forse già dal prossimo marzo tornerà nelle edicole per esordire anche in Rete. **Sfogliare il suo ricchissimo archivio figurativo, ora accessibile in Internet, ci apre a una completa panoramica del Novecento. **Lo sbarco in Normandia, la Guerra fredda, Kennedy, Marilyn, l’uomo sulla Luna, le rivolte dei neri, il Vietnam.** Life, cioè vita: l’esistenza umana, felice o tragica, ripresa dal teleobiettivo di una classica America d’antan, ancora fiera di identità anglosassone, tra John Wayne e Cadillac esagerate. Una finestra sul cortile del mondo. In Italia – per eleganza, veste e qualità di contenuti – la rivista più vicina a quella formula è stata “Epoca”, con cui del resto la stesso rotocalco americano aveva frequente interazione. **Ora, il ritorno di “Life” non potrà ridursi a una nostalgica operazione di nicchia, dato l’impegno e la forza dei nuovi editori (Bedford Media e Dotdash Meredith)**: piuttosto, per la duplice diffusione cartacea e digitale, conferma un certo generale distacco dal monopolio web, non solo nell’editoria: non proprio una controrivoluzione, ma una certa distanza dai comodi automatismi dell’informatica (e-book, audiolibri). **Si riafferma l’ineffabile profumo della carta e la tenace vitalità di tutto un mondo **– già in grave disarmo – **di edicole, librerie e biblioteche. **Così, la forte scommessa della rinata “Life” punta anche su questa idea di temps retrouvé o (aggiornato) ritorno alle origini. Un fenomeno commerciale e sentimentale che investe vari settori.

Per esempio, in campo musicale è in atto un certo ritorno alle antiche audiocassette e al disco in vinile (Lp e 45 giri), di cui si rivaluta il timbro caldo e pastoso, rispetto a certi riverberi un po’ metallici del Cd. Idem per la fotografia, con la Leica che riprende la grande produzione di macchine a rullino. Allo stesso smartphone si addebitano ogni sorta di alienazioni, dipendenze e cortocircuiti cerebrali. Ora c’è un Alain Betton, filosofo-tuttologo americano, responsabile di un manualetto dal titolo “Phone Detox”, che dovrebbe salvarci i neurotrasmettitori dall’eccesso di dopamina da cellulare. Sherry Turkle, sociologa, rincara la dose con un pamphlet monografico, “Alone together”, ovvero insieme ma soli: collegati senza legami, isolati nel vuoto emotivo del digitale. «Stiamo perdendo la realtà» conclude apocalittico Marcello Veneziani.

Fuga dall’informatica? Neoumanismo post tecnologico? Se il problema è un horror vacui da web per carenza di corpi tangibili, **ci salverà la nuova “Life”**, o vita nuova, con i suoi consistenti fascicoli di cellulosa patinata.

Di *Gian Luca Caffarena *
