Lunedì prossimo. La seconda indagine del commissario Cattaneo
“Io credo che il romanzo, anche un romanzo giallo, debba aiutare a comprendere la realtà. Specialmente quando la realtà non è stata spiegata” così l’autore sul suo ultimo lavoro: “Lunedì prossimo, la seconda indagine del commissario Cattaneo”. Un libro in equilibrio tra la Casa di Carta e il commissario Montalbano.
| Editoria
Lunedì prossimo. La seconda indagine del commissario Cattaneo
“Io credo che il romanzo, anche un romanzo giallo, debba aiutare a comprendere la realtà. Specialmente quando la realtà non è stata spiegata” così l’autore sul suo ultimo lavoro: “Lunedì prossimo, la seconda indagine del commissario Cattaneo”. Un libro in equilibrio tra la Casa di Carta e il commissario Montalbano.
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Lunedì prossimo. La seconda indagine del commissario Cattaneo
“Io credo che il romanzo, anche un romanzo giallo, debba aiutare a comprendere la realtà. Specialmente quando la realtà non è stata spiegata” così l’autore sul suo ultimo lavoro: “Lunedì prossimo, la seconda indagine del commissario Cattaneo”. Un libro in equilibrio tra la Casa di Carta e il commissario Montalbano.
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“Io credo che il romanzo, anche un romanzo giallo, debba aiutare a comprendere la realtà. Specialmente quando la realtà non è stata spiegata” così l’autore sul suo ultimo lavoro: “Lunedì prossimo, la seconda indagine del commissario Cattaneo”. Un libro in equilibrio tra la Casa di Carta e il commissario Montalbano.
Eugenio Tornaghi, autore di “Lunedì prossimo – la seconda indagine del commissario Cattaneo” ha le idee chiarissime sugli ingredienti che non possono mancare in un romanzo capace di tenere il lettore in suspense dalla prima all’ultima pagina.
L’autore ritorna in libreria con un nuovo poliziesco dove i protagonisti sono: un ladruncolo, un imprenditore, due bancari. E poi una guardia giurata, un vice questore, due poliziotti, un rider. Un ping pong di personaggi, accadimenti, un intreccio di misteri che s’intersecano nella surreale vicenda di un sequestro di persona che si tinge di politica, affari sporchi, disoccupazione e disperazione.
Una storia che prende spunto dalla società moderna. Ed è proprio dalla quotidianità che l’autore trae la sua ispirazione per questo il romanzo che, anche per questo, appare credibile in ogni sua sfaccettatura e interpretazione. Quante volte viene da pensare che la realtà superi la fantasia? Questo è il caso.
Questa la trama del libro: Cosimo Lovino, alias “Il sorcio”, viene licenziato e accumula debiti con uno strozzino. Pensa di poter risolvere la situazione organizzando il furto di un carico di rame nell’azienda in cui lavorava e dalla quale è stato licenziato, ma nulla va come previsto. Finisce, infatti, per prendere in ostaggio il suo ex datore di lavoro e due funzionari di banca che erano lì per chiedere all’imprenditore di rientrare dei fidi concessi.
Asserragliato nella fabbrica, Cosimo rilascia interviste da remoto ad alcune televisioni, che danno luogo a una lunga lista di equivoci, Nella confusione generale, e gravato da una tensione di ora in ora crescente, il commissario Libero Cattaneo prova a scoprire la verità, in un caso che racchiude corruzione, necessità di apparire e opportunismo: uno specchio perfetto della società italiana, dove nessuno può dirsi innocente.
Tornaghi, 55 anni, quando non scrive è direttore dei mercati internazionali di una società leader nel mercato delle soluzioni di pagamento digitale. Il commissario Cattaneo è già stato protagonista de La pesca dello spada (Novecento Editore, 2015), vincitore del Premio Garfagnana 2016. In passato ha scritto anche libri per bambini, romanzi e soggetti per il cinema.
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Tag: libri
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