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title: L’uomo che volò sul nido del cuculo
description: "Quella di Ken Kesey poteva essere la storia di tanti atleti falliti. Ma seppe andare oltre dando voce ad un talento che altrimenti, molto probabilmente, sarebbe rimasto sopito: la scrittura. L’America degli anni Cinquanta esce dalla guerra gridando al mondo la propria volontà di potenza. È il Paese..."
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date: 2021-11-15
modified: 2021-11-14
author: Francesco Rosati
url: https://laragione.eu/life/editoria/luomo-che-volo-sul-nido-del-cuculo/
categories: [Editoria]
tags: [libro, usa]
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# L’uomo che volò sul nido del cuculo

![Ken Kesey](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Evidenza-sito-10-1.png)

## Quella di Ken Kesey poteva essere la storia di tanti atleti falliti. Ma seppe andare oltre dando voce ad un talento che altrimenti, molto probabilmente, sarebbe rimasto sopito: la scrittura.

L’America degli anni Cinquanta esce dalla guerra gridando al mondo la propria volontà di potenza. È il Paese delle contraddizioni: sono gli anni del *boom* economico ma anche quelli della segregazione razziale. In un piccolo paese del Colorado vive un giovane ragazzo: **è una promessa della lotta, il suo futuro sembra segnato.** Si avverte, neanche troppo lontano, l’eco di futuri applausi e di qualche gloria da regalare al proprio ego. Poi una spalla si rompe e il destino si prende qualche assurda rivincita su speranza e successo. Una storia banale, identica a quelle di centinaia di futuri campioni bruciati dalla nequizia del caso. Ma niente depressione: il ragazzo, figlio di contadini, è forte e sa riconoscere il valore della sconfitta, del dolore, dell’occasione perduta.

**Ken Kesey** inizia a frequentare la scuola di giornalismo dell’Università dell’Oregon e si laurea nel 1957. Scrive racconti. Il primo, “**Zoo**”, è un testo su una comunità *beat*; il secondo, “**End of Autumn**”, un classico romanzo di formazione. Non saranno mai pubblicati: il talento si vede ma ancora non basta. Continua a scrivere ma intanto, per guadagnarsi da vivere, lavora all’ospedale per veterani di Menlo Park.

**Questa esperienza gli cambierà la vita**. Decide di prendere parte, come volontario, a uno studio della Cia sugli effetti sulla mente umana delle sostanze psicoattive. **Proverà Lsd, mescalina, cocaina**. Nel 1962, rielaborando gli incontri con i pazienti dell’ospedale, scrive il suo primo romanzo: è ambientato in un ospedale psichiatrico dell’Oregon tra inguaribili malati segregati dalla perfida ‘**Grande infermiera**’ e un ribelle irlandese che cerca di risvegliarli dal torpore delle terapie. Il libro si chiama “**Qualcuno volò sul nido del cuculo**” e il suo successo è clamoroso. Kesey abbandona Stanford e si trasferisce nella cittadina californiana di La Honda.

Qui inizia la seconda parte della sua vita, da film americano. **Diventa un guru**, trascorre le giornate tra scrittura e organizzazione di *acid test*, interminabili serate di sperimentazione a base di Lsd. Nel 1964 pubblica “**Sometimes a Great Notion**” e per il lancio del libro attraversa gli Stati Uniti su **uno scuolabus insieme a un gruppo di amici**. Si fanno chiamare “i Marry Pranksters” e arrivano a New York dopo ore di sperimentazioni lisergiche e artistiche. A guidare è lo scrittore Neal Cassady. Kesey passa le serate con Kerouac**, **Allen Ginsberg e Timothy Leary**.** Viene arrestato per possesso di marijuana. Dopo mille peripezie, un finto suicidio per seminare la polizia, la fuga in Messico e cinque mesi di carcere decide di tornarsene in Oregon. Morirà di tumore il 10 novembre 2001.

di *Francesco Rosati*
