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title: "Quanto ci manca Charlie Brown: 25 anni senza &#8220;Peanuts&#8221;"
description: Venticinque anni fa salutavamo per sempre i personaggi dei “Peanuts” così come li aveva immaginati la magica penna di Charles Schulz
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date: 2025-01-23
author: Valentina Monarco
url: https://laragione.eu/life/editoria/quanto-ci-manca-charlie-brown-25-anni-senza-peanuts/
categories: [Editoria]
tags: [editoria, fumetti, fumetto]
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# Quanto ci manca Charlie Brown: 25 anni senza &#8220;Peanuts&#8221;

![Peanuts](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Evidenza-sito-1940-1024x639.jpg)

Venticinque anni fa salutavamo per sempre i personaggi dei “Peanuts” così come li aveva immaginati, disegnati e animati la magica penna di Charles Schulz

**Un cane aspirante romanziere aviatore, un bambino imbranato che sogna di centrare un fuoricampo quando gioca a baseball con gli amici**, una ragazzina dalla mente scettica che offre consigli psicologici per 50 centesimi. **Venticinque anni fa salutavamo per sempre i personaggi dei “Peanuts” così come li aveva immaginati**, disegnati e animati la magica penna di Charles Schulz, il creatore di Charlie Brown, Lucy e Linus van Pelt, Piperita Patty, il cane Snoopy e tanti altri personaggi indimenticabili vissuti dal 1950 al 2000. **In un microcosmo tutto loro, caratterizzato da un’infanzia dolce, malinconica, a volte piena di sfide. **In tante strisce a fumetti che avevano trovato consenso e pubblicazione in tutto il mondo.

**Se diversi personaggi dei fumetti – da Asterix a Tex Willer, fino a Hugo Pratt – sono in un certo senso sopravvissuti ai loro papà **(spesso per esigenze di *marketing*), le strisce giornaliere dei “Peanuts” hanno salutato i lettori nel 2000 nella maniera più struggente, come forse sarebbe piaciuto al dolce Charlie Brown. **L’ultima storia dei bambini creati da Schulz è infatti uscita quasi in coincidenza con la morte del grande fumettista californiano.** Già alla fine del 1999, indebolito da una grave malattia e con la vista che declinava, aveva annunciato la decisione di non disegnare più.

**In Italia è grazie alla rivista “Linus” (fondata da Giovanni Gandini proprio con il nome di uno dei personaggi di Schulz) che i “Peanuts” conquistano il pubblico.** Le loro vicende – le esperienze e le sfide dell’infanzia, il fallimento e la perseveranza – sono profonde e ironiche, condite da tante riflessioni filosofiche sulla vita, sull’amicizia e sull’amore. «**Il legame tra Schulz e i suoi “Peanuts” era fortissimo e ne ha caratterizzato anche l’evoluzione e il successo. Ha deciso lui come e quando finire**» spiega Max Claudio Gallo, docente di Storia del fumetto all’Università degli Studi di Verona. «**Dopo aver disegnato la striscia, un suo assistente aveva l’incarico di farne una fotocopia e mandarla in distribuzione alle principali testate americane, in maniera del tutto artigianale**». I “Peanuts” rappresentavano «un piccolo mondo fatto di piste per pattinare e giardini in cui giocare a baseball, con gli adulti di cui vediamo solo le gambe e una grande capacità di toccare i sentimenti dei lettori» osserva ancora Gallo. **Schulz aveva un legame profondo con i suoi piccoli personaggi, che aveva dotato della qualità di saper parlare a tutti.** E non voleva che venisse alterato quel linguaggio profondo ma immediato che aveva saputo inventare apposta per loro: «**Alla fine degli anni Sessanta, emissari della Mondadori **– che voleva pubblicare una raccolta delle strisce – dovettero raggiungerlo dall’Italia nella sua casa a Santa Rosa, in California, non solo in una prima fase di approvazione del progetto ma anche una seconda volta, per fargli vedere le prove di stampa».

**Venticinque anni dopo, la nostalgia per quel piccolo, poetico mondo è ancora tanta.** E chissà poi se Snoopy avrà finito di scrivere quel romanzo che non riusciva mai ad andare oltre l’*incipit*: «Era una notte buia e tempestosa...».

di *Valentina Monarco *
