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title: "Renegades: Springsteen nelle librerie con Obama per parlare degli ultimi"
description: “Renegades. Born in the USA”, scritto da Springsteen con Obama, è solo l’ultimo tassello di una carriera spesa per gli emarginati
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date: 2021-10-26
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/editoria/renegades-springsteen-nelle-librerie-con-obama-per-parlare-degli-ultimi/
categories: [Editoria]
tags: [musica, rock, usa]
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# Renegades: Springsteen nelle librerie con Obama per parlare degli ultimi

![Springsteen](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Evidenza-sito-1-5.png)

## Il libro “Renegades. Born in the USA”, scritto a quattro mani con l’ex presidente Obama, è solo l’ultimo tassello di una carriera spesa per dare voce a un’America che di voce non ne ha mai avuta.

Il volto è solcato da qualche ruga in più, ma l’animo è quello di sempre. Sembra a tratti commosso, abbassa lo sguardo **Bruce Springsteen** mentre parla alle telecamere di 8 e ½ , la trasmissione condotta da Lilli Gruber in cui è stato ospite insieme all’ex Presidente degli Stati Uniti [Barack Obama](https://laragione.eu/archivio/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/i-primi-60-anni-di-barack-obama/), in occasione dell’uscita del loro libro “**Renegades. Born in the USA**” (Rinnegati. Nati negli USA),  la versione cartacea del loro podcast dedicato agli ultimi, che ha spopolato durante il lockdown.

Il libro è una conversazione tra l’ex numero uno della Casa Bianca e la rockstar, apparentemente così diversi ma con molte cose in comune: tra aneddoti esclusivi e riflessioni sulle rispettive vite, affrontano il tema di quell’America che non trova spazio, che non ha una collocazione e non riesce a far sentire la propria voce. Per Springsteen solo un tassello in più di una carriera di oltre cinquant’anni, spesa raccontando proprio quell’America in cui aveva mosso i primi passi, in cui si era trovato a crescere.

### La voce degli inascoltati

Un’infanzia passata tra un trasloco e l’altro a fianco del padre, ex veterano della Seconda guerra mondiale, trascorsa a inseguire quel lavoro che non c’era, senza riuscire a trovare il proprio posto nel mondo. Anche il giovane Bruce, che nel padre vedeva un modello, faticava ad ambientarsi in quella società spietata. Non è un caso quindi che appena iniziò a cantare lo fece proprio raccontando le vite, i sogni e dolori di tutti quegli emarginati che erano stati parte della sua quotidianità e **che erano la faccia più vera e sincera del Paese**. Per raccontarla serviva essere altrettanto sinceri, trovare la cifra giusta. Bruce seppe riuscirci scavando a piene mani nella tradizione della musica popolare americana - sia folk che blues, sia bianca che nera - ispirandosi a storie vere, di vita vissuta, sui giornali o nei racconti di chi gli era vicino.

Un viaggio lunghissimo quello di Springsteen che nel corso degli anni, da “**Born to run**” a “[Letter to you](https://music.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_kFqDzre4qUItgZXfLuoxuOEpSM2arWKEM)”, lo ha segnato nel profondo, mentre scalava e viveva un successo in cui ha sempre faticato a riconoscersi del tutto. Un viaggio che lo ha reso un simbolo, che lo ha reso “The Boss”, per milioni di fan in tutto il mondo e soprattutto per la sua America, mentre cantava all’insediamento di presidenti, o restava in un silenzio assordante nell’era **Trump**.

E per quanto il tempo sia passato e le tematiche si siano susseguite, Il filo comune è stato e sarà sempre lo stesso: raccontare il Sogno americano, quello che può essere tale solo se non taglia fuori nessuno, quello che vale per tutti.

di *Federico Arduini*
