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title: Malinconiche verità giovanili, parla Tiziano Scarpa
description: Tiziano Scarpa – Premio Strega nel 2009 – torna con un libro che dice molto sulla sincerità nei rapporti umani
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date: 2023-12-07
author: Hilary Tiscione
url: https://laragione.eu/life/editoria/tiziano-scarpa/
categories: [Editoria]
tags: [Evidenza, il personaggio, intervista, libri]
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# Malinconiche verità giovanili, parla Tiziano Scarpa

![tiziano scarpa](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-733.jpg)

Tiziano Scarpa – Premio Strega nel 2009 – torna con un libro che dice molto sulla sincerità nei rapporti umani

**Tiziano Scarpa – Premio Strega nel 2009 con “Stabat Mater” – torna con un libro che dice molto sulla sincerità nei rapporti umani: “La verità e la biro”** (Einaudi) è un diario confessorio, con un’avvertenza all’inizio, un annuncio che turba:** non sono più un maschio**. Perché svelare una questione così privata? «**Temevo che il mio libro venisse preso come un catalogo vanesio di scorribande erotiche giovanili**. Se non ci fosse stata quell’avvertenza in prima pagina – che purtroppo è vera, ho avuto un danno – temevo che non si percepisse da quale punto di vista ripenso e racconto quelle esperienze» spiega lo scrittore e drammaturgo veneziano. Il risultato c’è. In quelle prime parole soltanto accennate il lettore **avverte infatti una certa malinconia intorno alle vicende**. Tutto assume un senso di perdita, seppur con una bella dose di ironia di cui è maestro l’autore di “**Occhi sulla graticola**” (romanzo *cult* pubblicato nel 1996).

Nell’ultima opera di Tiziano Scarpa si passa attraverso i racconti di una studentessa di filosofia terribilmente sincera affetta da vaginismo, **ci si imbatte in un dialogo fra il significato delle parole e l’inchiostro**, si incontra Mick Jagger in cantina alle prese con la colla e, fra i tanti episodi (indimenticabili), **ci s’interroga anche sulle fantasie femminili nascoste**: «**Trovo che le donne facciano fatica a raccontare i propri desideri sessuali. Dichiarare cosa nutre il loro piacere genera ancora un giudizio pesante.** Ho raccontato delle cose sfacciate, ma con grande rispetto nei confronti di una situazione su cui c’è molto silenzio» aggiunge Scarpa.

A proposito di silenzio, quando è bene tacere su alcune verità? «**In certi casi non puoi dire la verità**. E questo “non puoi” che sottolineo nel mio libro fonda una buona parte della letteratura. **Possiamo raccontare questi retro-testa che nel quotidiano non ci è permesso esprimere**. Mi sento di dire che finché una persona si sfoga nell’immaginario, è tutto meno pericoloso. **C’è molto sottinteso nelle relazioni, abbiamo imparato dei codici che affermano qualcosa senza dirlo**. Come quando un amico mi dice: “Il tuo libro mi è piaciuto, ma ha qualche punto un po’ così...”. Ecco, in quel momento capisco che vuole dirmi: “Ho finito il tuo libro solo perché ti voglio bene”». D’altronde, come scrive, «la finzione sta nel fatto che ogni inquadratura ritaglia e lascia fuori delle cose, è una estromissione di tutto il resto. **Dire tutto non si può**».

Come ti sembra che vivano la verità le nuove generazioni? «**Non sopportano più l’ipocrisia. Rispetto a un tempo, i giovani d’oggi non vivono il problema della reticenza.** Si pronunciano con schiettezza anche su argomenti scomodi. Viviamo in un reticolo di relazioni che sminuisce l’ambizione. **Poi il pudore nei confronti di alcuni sogni è una cosa buona, forse è giusto covarli dentro di sé.** Vanno protetti». A un certo punto della conversazione, Scarpa prende tempo: «Devo pensarci un momento» dice. La questione fa capo alla memoria, ancora: ricordi la prima volta in cui hai sentito l’esigenza di dire la verità dopo un periodo di bugie? Dopo una breve interruzione, ammette: «**Volevo fare lo scrittore. Ma non potevo dirlo**. Non potevo essere sincero durante il mio periodo all’università. **Vivevo nella menzogna. Ho nascosto chi ero, chi sentivo di essere, chi volevo essere**. Mi sono iscritto alla Facoltà di Lettere, ma non avevo il coraggio di dire che l’avevo fatto perché volevo scrivere. Per stare il più vicino possibile alla mia passione».

di *Hilary Tiscione *
