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title: Troppi libri che non legge nessuno
description: Mentre aumenta il numero dei libri pubblicati, diminuisce il numero delle copie vendute e di chi le legge.
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date: 2023-07-04
author: Valentino Maimone
url: https://laragione.eu/life/editoria/troppi-libri-che-non-legge-nessuno/
categories: [Editoria]
tags: [Italia, libri, società]
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# Troppi libri che non legge nessuno

![Diminuisce il numero di chi legge](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Evidenza-sito-33-4.png)

Mentre aumenta il numero dei libri pubblicati, diminuisce il numero delle copie vendute e di chi le legge

Ci sono articoli che potrebbero finire alla terza riga. Quello che state leggendo, per esempio. Perché? Date un’occhiata a questo dato: poco meno di 35mila libri usciti nel 2022 hanno venduto dieci copie. Ci sarebbe da fermarsi qui, ma andiamo avanti:** il 30% di tutti i libri pubblicati ogni anno non vende neanche una copia o al massimo riesce a piazzarne una**.

Per avere un’idea chiara del panorama editoriale nostrano basterebbero questi due numeri tratti da uno studio appena presentato da Nomisma con le librerie indipendenti dell’Emilia-Romagna. Ma poiché la ricerca contiene diversi altri dati succosi, vale decisamente la pena di continuare. **Negli ultimi dieci anni le case editrici in Italia sono passate dalle 5.941 nel 2012 alle 4.623 nel 2021.** E nel solo triennio 2012-2015 la diminuzione è stata del 13,2%.

Eppure la produzione libraria non si è affatto fermata, non ha anzi smesso di crescere: **dopo il record del 2019 (86.475 opere pubblicate) e un calo nel 2020, ha ripreso a correre, con un +4,3%**. Nel frattempo sempre più librerie chiudono i battenti – nel 2015 ne erano rimaste 3.158 – nonostante gli ultimi due anni abbiano fatto registrare piccoli segnali di ripresa.

Perde pezzi anche il totale di chi ha letto almeno 2 libri, passato dal 46,8% del 2010 al 40,8% del 2021. Quei pochi rimasti (che leggono soprattutto gialli e thriller) continuano a preferire l’acquisto in libreria, nonostante la parentesi del lockdown abbia favorito l’online. Ma soltanto per un po’.

Di* Valentino Maimone*
