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title: Universitari, avvocati e notai spingono la pirateria editoriale
description: Anche loro contribuiscono alla perdita di 5400 posti di lavoro a causa della pirateria editoriale, fenomeno in crescita con la pandemia.
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date: 2022-04-01
author: Raffaela Mercurio
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categories: [Editoria]
tags: [editoria, libri]
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# Universitari, avvocati e notai spingono la pirateria editoriale

![La pirateria editoriale](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Evidenza-sito-1.jpg)

Anche loro contribuiscono alla perdita di 5400 posti di lavoro a causa della pirateria editoriale. “Ancora non si comprende che scrivere è un lavoro collettivo, capace di nutrire la cultura e le emozioni”, spiega l’autrice del bestseller “I leoni di Sicilia”.

Li chiamano **‘Ghost book’, libri fantasma**, riprodotti e poi immessi sul mercato illegalmente a scapito di un settore, quello editoriale, che fatica già da anni a risalire di quota.

** La pirateria editoriale, negli anni della pandemia, è cresciuta in modo direttamente proporzionale ai contagi.** Un mercato illecito che frutta milioni di euro e che proprio l’altro giorno ha portato all’arresto di diversi componenti di una banda, in Calabria attiva nella contraffazione di materiale editoriale per un giro d’affari pari a 1,5 milioni di euro. Ma cosa accade quando decidiamo di non acquistare bensì di ottenere gratuitamente un libro o una rivista?

In numeri, parliamo di un **danno economico annuo alla filiera editoriale** (carta più digitale) di** 771 milioni di euro**, pari al 31% del valore del mercato. Per il fisco, 322 milioni di euro di introiti mancati. Per il mondo del lavoro **5400 posti persi** nel mondo del libro (13100 complessivamente se si considera anche l’indotto).

Con un semplice click, in pratica, decidiamo di mortificare la professione di scrittore, **riducendo un mestiere così complesso a un mero hobby privo di gratificazione economica**. Come ben spiegato dal presidente dell’Associazione Italiana Editori, **Ricardo Franco Levi**: “*Leggere, ascoltare o addirittura distribuire libri e audiolibri piratati significa contribuire a un fenomeno che toglie risorse economiche e posti di lavoro all’editoria, introiti fiscali allo Stato e che annienta l’opportunità di poter vivere del loro lavoro grazie ai diritti d’autore*”.

In pratica, tagliamo semplicemente le gambe alla cultura.

Se pensando ai pirati ci vengono giocosamente in mente uomini barbuti amanti del rum, nel caso dell’editoria risultano invece essere personaggi molto più ‘affidabili’:** l****’81% sono studenti universitari** che hanno dichiarato di compiere atti di pirateria (compreso quello di fotocopiare libri di studio) almeno una volta all’anno, unitamente al **56% costituito da professionisti** (avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti ecc…). Proprio chi insomma, dietro quei tomi, dovrebbe comprenderne la fatica e non interpretarli solo come carta straccia da sfruttare ad uso e consumo. 

E la mancata consapevolezza di commettere un atto illecito, non può essere una giustificazione dato che l’**82% degli intervistati è conscio dell’irregolarità ma ritiene sia poco o per nulla probabile essere scoperto** e punito. Il 39% risponde di non considerarlo poi così grave. 

“*La pirateria è un problema culturale e di legalità insieme* - continua il presidente dell’Aie -* Serve un cambiamento attraverso una campagna di sensibilizzazione imponente che coinvolga anche edicole e librerie oltre i media e le istituzioni*”. Già, **la cultura**. Quel fondamento imprescindibile su cui da sempre poggia qualsiasi società. L’**idea che debba essere gratuita**, ottenuta senza rendere qualcosa in cambio a chi, con fatica, decide di lavorare e produrre opere d’ingegno, è certamente figlia della nostra società ‘mordi e fuggi’.

Soppiantate le enciclopedie dalle pagine web, racconti e romanzi da video su Instagram e TikTok, ecco che **anche i libri** (costretti inevitabilmente a seguire il flusso della modernità divenendo *ebook*)** diventano prodotti** da accaparrarsi nel modo più economico e veloce possibile. Con un click.

All’indomani dei **10 libri finalisti in lizza per il Premio Strega**, le considerazioni finora affrontate sembrano ancor più gravi e degne di attenzione collettiva.

“*Togliere terreno alla pirateria vuol dire valorizzare opere nate dal lavoro di tante persone, un lavoro collettivo capace di nutrire sia la cultura che le emozioni*”, ha dichiarato **Stefania Auci, la scrittrice rivelazione del bestseller “I leoni di Sicilia - La saga dei Florio”.**

 

*di Raffaela Mercurio*

 

 

 
