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Irsina, il paese della Basilicata alla conquista degli stranieri

Dopo un repentino spopolamento, Irsina ha conquistato canadesi e statunitensi, che continuano a portare amici e parenti nel piccolo comune della Basilicata
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Irsina, il paese della Basilicata alla conquista degli stranieri

Dopo un repentino spopolamento, Irsina ha conquistato canadesi e statunitensi, che continuano a portare amici e parenti nel piccolo comune della Basilicata
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Irsina, il paese della Basilicata alla conquista degli stranieri

Dopo un repentino spopolamento, Irsina ha conquistato canadesi e statunitensi, che continuano a portare amici e parenti nel piccolo comune della Basilicata
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Dopo un repentino spopolamento, Irsina ha conquistato canadesi e statunitensi, che continuano a portare amici e parenti nel piccolo comune della Basilicata
Altro che turismo di prossimità! Di Irsina, comune nel profondo sud della Basilicata, si sono innamorati canadesi e statunitensi che hanno acquistato vecchie proprietà in questa terra, conosciuta per i suoi campi di grano, i suoi uliveti, ma soprattutto per l’atmosfera che regala.
Un luogo dove le lancette della storia si sono fermate, producendo un risultato insperato solo qualche anno fa.
Fino agli anni ’60 a Irsina vivevano circa 12.000 persone, poi le difficili condizioni economiche e climatiche, caratterizzate da nevicate che isolano il paese per giorni, hanno segnato l’emigrazione di massa da questo piccolo gioiellino rurale nella provincia di Matera. Fino a due anni fa il trend era sempre lo stesso: tanti andavano via, nessuno entrava.
Finché la pandemia ha cambiato il modo di concepire la nostra vita, il nostro tempo e il rapporto che abbiamo con la natura.
Oggi Irsina è un paradiso di migranti che vivono il sogno rurale italiano. Qui si sono trasferite più di 15 famiglie, in particolare dagli Usa e dal Canada. Assieme ai 4.000 residenti locali, ci sono oltre 300 stranieri provenienti da ben 12 Paesi diversi.
Innamorati dei bucolici paesaggi, gli stranieri continuano a comprare case e ogni volta che tornano, portano con sé parenti e amici. Già con €20.000 si possono acquistare delle piccole case, con cifre che arrivano a €150.000 per le grandi ville con viste sulla natura incontaminata. Cifre irrisorie per chi vive questo territorio non come ostico, ma come un grande sogno. Tra i vicoli si sentono vari accenti: americani, canadesi, francesi, norvegesi. C’è anche una strada che la gente del posto ha ribattezzato “the Belgian Street” per i molti belgi che la popolano.
In un periodo in cui si parla della grave emergenza demografica, della denatalità e della temuta “sostituzione etnica”, da Irsina arriva un importante suggerimento: non c’è bisogno di vendere le case a un euro, come fatto in diversi Comuni spopolati, per portare la gente in Italia. Iniziativa del tutto condivisibile, ma pur sempre spot. I motivi per “ripopolare” l’Italia sono diversi, le strade anche. A partire dalla promozione all’estero delle ricchezze che abbiamo sotto gli occhi e che diamo per scontate, mentre altri le pagherebbero (o le pagano) oro.
Irsina è un paese raro nel panorama italiano anche perché è completamente piatto. Non ci sono gradini ripidi assassini o vicoli in salita, solo passaggi ad arco. L’ambiente perfetto per fare delle lunghe passeggiate soprattutto per gli anziani.
A questo paese fuori dal tempo, persino la Cnn online ha dedicato un ampio reportage. Il desiderio di una vita meno frenetica e più essenziale ha trovato la sua casa a Irsina.
Di Giovanni Palmisano

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