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title: "Armani, novant&#8217;anni da re"
description: Oggi Giorgio Armani compie 90 anni. In oltre mezzo secolo da protagonista, ha saputo applicare la propria visione a ogni ambito cimentato
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date: 2024-07-11
author: Silvio Napolitano
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categories: [Moda]
tags: [Italia, moda, moda italiana]
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# Armani, novant&#8217;anni da re

![Armani](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/EVIDENZA-SITO-1350-1024x639.jpg)

Oggi Giorgio Armani compie 90 anni. In oltre mezzo secolo da protagonista, ha saputo applicare la propria visione a ogni ambito in cui si è cimentato

Per le strade della Milano del 1980 c’è un americano armato di macchina fotografica. Si chiama Charles Traub, fa il fotografo per “Life”. **Si trova nel nostro Paese a causa di un film, su ordine del suo direttore Philip Kunhardt. La pellicola in questione è “American Gigolò”, protagonista Richard Gere**: Kunhardt l’ha visto ed è rimasto conquistato dallo stile degli abiti del protagonista, disegnati da uno stilista piacentino di nome Giorgio Armani.** E quindi ha spedito il suo *reporter* in Italia, perché vuole scoprire qualcosa di più sull’influenza che quel *designer* sta esercitando sul mondo della moda**. In quel momento storico Armani è l’uomo che sta ridisegnando le tendenze che varranno non solo per quel decennio appena cominciato, **ma anche per quelli successivi.**

**E pensare che all’inizio la storia avrebbe potuto prendere tutt’altra piega.** L’arrivo a Milano di Armani non aveva avuto infatti niente a che fare con la moda: nel capoluogo lombardo il futuro ‘re Giorgio’ era giunto per iscriversi a Medicina.** Ma due anni dopo, trovato lavoro come vetrinista alla Rinascente, aveva iniziato a sviluppare una propria visione**. **Talmente innovativa che, nel 1964, lo aveva chiamato Nino Cerruti per offrirgli la collaborazione con la prima fabbrica di *prêt-à-porter* elegante da uomo: la Hitman. I risultati erano stati tali che dieci anni dopo Armani aveva visto sfilare a Palazzo Pitti la sua prima collezione a propria firma, che aveva conquistato il pubblico per la sua innovatività. Era stato l’inizio dell’ascesa dell’ex aspirante medico.**

Ma torniamo agli anni Ottanta**. Il *brand* cresce e propone un’interpretazione della sartorialità completamente diversa. **Le giacche vengono ad esempio destrutturate, pur mantenendo una propria linearità, applicando all’abbigliamento alcune delle nozioni apprese durante gli studi di chirurgia. **Nascono il ‘blu Armani’ e il ‘greige’, tonalità a metà fra grigio e *beige* che diviene il *leit motiv* di ogni sua collezione**. **Altro elemento che conquista è la tendenza all’androginia (ispirata a Marlene Dietrich) che abbatte definitivamente i confini di genere **per «usare in modo femminile argomenti maschili», come lui stesso affermerà. In una commistione di stili, che guarda alla sartoria inglese così come alle culture orientali, il marchio riesce a ridefinire i canoni stilistici lungo quattro decenni.

**Dopo “American Gigolò” il cinema lo elegge a principale fonte di ispirazione**. Armani non solo veste le *star* di Hollywood, ma mette la sua firma sul *look* dei protagonisti di alcuni fra i più grandi successi degli ultimi quarant’anni, **da “Gli Intoccabili” a “Il lupo di Wall Street”. **Anche lo sport si rivolge a lui: sono griffate Armani le divise del Napoli, del Piacenza, del Chelsea, della Nazionale inglese e della spedizione azzurra alle Olimpiadi. **Nel 2008 rileva lui stesso la proprietà dell’Olimpia Milano di basket e mostra un altro lato del suo straordinario talento manageriale, riuscendo a riportare la squadra milanese alla vittoria in campionato nel 2014, aprendo un ciclo vincente che dura ancora oggi.**

**Oggi Giorgio Armani compie 90 anni. In oltre mezzo secolo da protagonista, ha saputo applicare la propria visione a ogni ambito in cui si è cimentato**. Ridefinendone i confini o disegnandone di nuovi, costantemente proiettato verso la prossima conquista. Dando a noi l’opportunità di vivere il suo tempo, quello trascorso sotto il regno di un sovrano che ha normalizzato la genialità.

di *Stefano Faina e Silvio Napolitano*
