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title: Burberry perde ricavi e vola in Borsa
description: "La storica maison britannica Burberry ha chiuso il primo semestre del 2025 con un calo del 17% dei ricavi, ma con un +17 in borsa"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/08/UNA-FOTO-414-1024x639.jpg
date: 2025-08-08
author: Serena Parascandalo
url: https://laragione.eu/life/moda/burberry-perde-ricavi-e-vola-in-borsa/
categories: [Moda]
tags: [economia, moda]
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# Burberry perde ricavi e vola in Borsa

![Burberry](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/08/UNA-FOTO-414-1024x639.jpg)

La storica *maison* britannica *Burberry* ha chiuso il primo semestre del 2025 con un calo del 17% dei ricavi

**La storica *maison* britannica *Burberry* ha chiuso il primo semestre del 2025 con un calo del 17% dei ricavi**, in linea con il *trend* negativo che ha colpito l’intero comparto Moda e Lusso. **Nonostante il netto ridimensionamento del fatturato, il titolo della società ha comunque segnato un +17% in Borsa**: gli investitori hanno mostrato fiducia verso il piano di rilancio *Forward*, presentato dal *ceo* Joshua Schulman dopo il suo insediamento avvenuto a luglio 2024. **Esso prevede la razionalizzazione della rete distributiva dei prodotti**, la possibile chiusura delle *boutique* meno redditizie e la riduzione del 20% del personale a livello globale (ovvero il licenziamento di circa 1.700 lavoratori).

**In Italia, Burberry ha recentemente annunciato un taglio del 10% dei dipendenti (39 su un totale di quasi 330) inserito in un ampio programma di ottimizzazione dei costi.** L’obiettivo del piano Forward è recuperare le perdite e aumentare il profitto aziendale entro il 2027, «rilanciando la redditività del *brand* tramite una gestione moderna e un’offerta produttiva di qualità, in linea con la domanda contemporanea». **Burberry vuole unire il fascino storico del marchio** – con una tradizione radicata nella galassia del lusso britannico – **alla possibilità di attrarre nuove fasce di consumatori.**

**La riorganizzazione aziendale si sta rivelando una scommessa vincente**, considerando che pure il calo dei ricavi è stato inferiore rispetto a quello di altri gruppi interni al settore Moda e Lusso. **Le perdite di Burberry sono riconducibili alla diminuzione della richiesta dai mercati asiatici e americani, penalizzati dal rallentamento economico **e dalla crescente attenzione dei consumatori per i marchi radicati nel segmento del lusso esclusivo. **Il *brand* ha subìto la pressione dei grandi gruppi finanziari del settore** – su tutti *Lvmh* e *Kering* –** capaci di attutire l’impatto delle crisi internazionali grazie a una maggiore differenziazione nella gamma di prodotti offerta**. Inoltre, i costi elevati legati alla gestione diretta di negozi e filiera produttiva hanno aggravato il quadro economico aziendale. La riorganizzazione interna si è resa imprescindibile soprattutto per riallineare la strategia commerciale alle mutate condizioni di mercato.

**La crisi di B*urberry* s’inserisce in un quadro sempre più turbolento per il settore Moda e Lusso, obbligato a fronteggiare una generale contrazione delle vendite e la ridefinizione dei valori del lusso stesso.** I consumatori pretendono dai *brand* politiche di mercato trasparenti e responsabili, il rispetto dei diritti dei lavoratori e la fine dello sfruttamento di filiere di produzione in regioni indigenti del pianeta. **Auspicano inoltre che i prodotti possano essere accessibili economicamente per un *target* di pubblico più ampio,** avversando la concezione del lusso come destinato alle sole *élite*.

Non tutte le aziende possono però sostenere la spesa necessaria per garantire queste condizioni: **se i gruppi multinazionali riescono ancora ad assorbire gli *shock* di mercato e a investire per accontentare i consumatori, i *brand* indipendenti sono costretti a ristrutturazioni radicali per restare competitivi.** L’approccio adottato da *Burberry* evidenzia quanto la sostenibilità economica sia prioritaria nella progettazione aziendale, sia pure in contrasto all’espansione della produzione. Tuttavia,** resta aperto il dibattito sul modello di gestione che saprà garantire un futuro solido e coerente al settore Moda e Lusso nel lungo termine.**

di* Serena Parascandalo*
